Sicurezza
DETENUTO SUICIDA
«Non ci è stato permesso vederlo»
Gli amici
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Siamo amici del detenuto che si è impiccato martedì nel carcere di Santa Caterina. Scriviamo a voi perché quando abbiamo saputo che il corpo del nostro amico era esposto nella camera mortuaria, siamo andati a rendergli omaggio. Ci eravamo presentati a piccoli gruppi per dargli l'ultimo saluto ma non ci hanno permesso di vederlo, di entrare e pregare per lui. Noi! Gli amici che gli sono stati vicino nei momenti bui, di disperazione, quando per strada, perché ignorato e scansato dalla sua famiglia, trovava in noi veri fratelli e sorelle. Ci siamo sentiti dire che non eravamo desiderati. Siamo arrabbiati perché noi c'eravamo quando lui piangeva, quando era preso dallo sconforto di un lavoro che non arrivava e di un futuro incerto, le persone che "ora" ci hanno allontanato dov'erano? Stiamo parlando di mesi, non di giorni. E quando aveva fame chi c'era? Il fratello? Il solito che oggi era davanti alla camera mortuaria della Misericordia a cacciare via le persone venute a salutare il ragazzo che si è ucciso; a cacciare le persone che, nonostante i suoi sbagli, lo hanno sempre amato, rispettato e nel possibile aiutato. Chiediamo che venga pubblicata questa lettera solo per ricordare la grande e buona persona che è stata. Ti amiamo e ti porteremo sempre nel nostro cuore.
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