Sicurezza
Terrorizzava una donna con gli sms
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Sotto, il capo della squadra mobile della questura di Pistoia il vicequestore Antonio Fusco A fianco, la disperazione di una donna vittima di un persecutoreOperaio-persecutore arrestato in flagrante dalla squadra mobile
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PISTOIA. "Sarò il tuo incubo" le aveva scritto in uno dei primi sms inviati. E aveva mantenuto la promessa. I messaggi telefonici erano diventati via via sempre più minacciosi, e le parole si erano ben presto tradotte in fatti: il giardino cosparso di diserbante, la carrozzeria dell'auto rigata, le gomme squarciate... La donna aveva iniziato a vivere in un'angoscia perenne. Un'angoscia resa più intensa dal fatto di non sapere chi potesse essere il suo persecutore. Come nel più classico dei film polizieschi, in cui lo sconosciuto, il serial killer, gioca con la sua vittima come fa il gatto con il topo, terrorizzandola prima di ucciderla. Ma ci hanno pensato gli investigatori della squadra mobile della questura a mettere fine al suo gioco. Lo hanno arrestato in flagrante mentre, da una cabina telefonica, aveva appena finito di inviare l'ultimo messaggino minatorio: "Se non ti svegli domani dovrai piangere tanto". A finire in manette, lo scorso mercoledì pomeriggio, un operaio metalmeccanico 42enne residente nel comune di San Marcello. Si tratta del primo arresto per stalking eseguito nella nostra provincia in flagranza di reato. Interrogato in carcere dal gip del tribunale, l'uomo - già pregiudicato per minacce e molestie telefoniche nei confronti di un'altra donna (non esisteva ancora il reato di stalking) - ha ammesso le sue responsabilità. Dopo aver convalidato il fermo, il giudice delle indagini preliminari, Alessandro Buzzegoli, gli ha applicato, su richiesta del pm Luigi Boccia, la misura cautelare degli arresti domiciliari. Un caso atipico di stalking quello che la polizia ha risolto. Alla sua origine non c'era, come detto, un rapporto sentimentale finito male, con uno dei partner che tenta, con ogni mezzo, di convincere l'altro a ricucire la relazione. Il persecutore era invece un perfetto sconosciuto. «Quando la vittima non riesce nemmeno ad individuare da che parte viene il pericolo - ha spiegato il capo della squadra mobile della questura, Antonio Fusco - il suo stato di prostrazione, di angoscia, viene amplificato a dismisura. Nessun precedente rapporto, la vittima è stata individuata casualmente dal suo carnefice. Negli ultimi giorni, la donna era veramente in preda al panico, tanto che cambiava di continuo l'abitazione dove dormiva». L'operaio conosceva solo di vista la donna, di diversi anni più giovane di lei. Verso fine agosto, l'aveva avvicinata in un bar di San Marcello con una scusa. Sapeva cosa faceva di professione e le aveva chiesto se esercitasse anche privatamente: lui sarebbe stato interessato. I due si erano scambiati i numeri di cellulare. Il giorno dopo, lei gli aveva telefonato dicendogli che non aveva assolutamente il tempo per soddisfare le sue richieste. Per la donna, ignorando che l'uomo si era invaghito di lei, tutto era finito lì. L'operaio invece l'aveva presa come un rifiuto alle sue avance. E aveva deciso di fargliela pagare, diventando il suo incubo. Erano iniziati così gli sms (7-8 al giorno), inviati da cabine pubbliche con schede prepagate con l'unico fine di incutere terrore. Minacce sempre più pesanti e inquietanti. E dopo le parole, i fatti: primo obiettivo, il giardino di casa della donna, fatto seccare completamente con il diserbante, poi l'auto. Alla fine di settembre la donna si è rivolta alla polizia. Gli investigatori hanno cercato di ricostruire insieme a lei tutti gli incontri delle settimane precedenti che le fossero parsi strani. E aveva ripensato all'operaio, che tra l'altro, aveva continuato ad incrociare, in auto e a piedi, anche nei giorni successivi, con una frequenza insolita: l'uomo, in effetti, le faceva la posta. Preso atto dei suoi precedenti penali per molesti, la polizia ha così iniziato a controllare gli orari di lavoro dell'operaio, mettendoli a confronti con gli orari in cui venivano inviati gli sms. E vedendo che i messaggi venivano inviati sempre quando l'uomo era a San Marcello, hanno iniziato a pedinarlo e ad appostarsi nei pressi di tutte le cabine telefoniche utilizzate dallo stalker. Nel frattempo, la donna, avendo intuito che il suo persecutore potesse essere l'uomo incontrato nel bar, le aveva inviato un sms con cui gli chiedeva perché la stesse tormentando: lui aveva fatto finta di cadere dalle nuvole, intimandole, oltretutto, di smettere di molestarlo altrimenti si sarebbe rivolto ai carabinieri. Mercoledì, l'arresto in flagranza. La giornata si era aperta con l'ennesimo sms: "Vuoi proprio che la macchina di prenda fuoco" le aveva scritto riferendosi evidentemente alle gomme che aveva squarciato nel corso della notte. Seguito nel primo pomeriggio da un altro: "Stamani ti sono passato vicino e non mi hai nemmeno riconosciuto. Sei proprio idiota come pensavo". Quindi, l'ultimo messaggio: "Se non ti svegli, domani dovrai piangere tanto". Pochi secondi dopo, ai suoi polsi, sono scattate le manette dei poliziotti, che, fuori dalla cabina telefonica, l'avevano osservato mentre inviava la sua nuova minaccia. Nel corso della successiva perquisizione, in casa dell'operaio gli investigatori della Mobile avevano trovato il taglierino utilizzato per squarciare gli pneumatici della donna, con ancora le tracce di gomma sulla lama.
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