Il Tirreno

Pistoia

Regolare la gestione del Legno rosso

Fabio Calamati
Materiale accumulato accanto ai cassonetti dell’area sportiva
◗
Materiale accumulato accanto ai cassonetti dell’area sportiva

La relazione del Comune: tutto ok nei rapporti con la Polisportiva

3 MINUTI DI LETTURA





 PISTOIA. «Non emergono questioni di particolare gravità nella gestione degli impianti sportivi di Capostrada a cura della Polisportiva Legno rosso». Al massimo, piccoli problemi sanabili. Netto il giudizio che emerge dal dossier preparato in 15 giorni dagli uffici comunali per far luce sulle polemiche scoppiate riguardo alla gestione degli impianti sportivi di via Bolognese.  Appropriazione illegittima degli incassi? Un milione di euro sottratti alle casse comunali? Niente di tutto questo, secondo la relazione, che è stata presentata ieri dal sindaco Renzo Berti, dall'assessore Mario Tuci e dal direttore generale Renzo Ferri.  La commissione, che ha iniziato a lavorare il 30 settembre, era composta dai dirigenti del servizio segreteria Chiara Pierotti, del servizio verde e sport Arnoldo Billwiller e del servizio attività culturali Maria Stella Rasetti, da Ilaria Andreini (responsabile procedure e attività negoziali) e da Michelangelo Minghi (funzionario del settore bilancio).  Nella ricostruzione delle vicende molto spazio è dato al periodo 2004-2005. Nel novembre 2004 Palazzo di Giano sceglie di lanciare un bando pubblico per trovare un nuovo gestore del Legno rosso fino al 2013, offrendogli la possibilità di innovare la formula fin lì adottata. Partecipano in due, ma vince la Polisportiva Legno Rosso perché l'altro concorrente, la Uisp, non presenta i documenti richiesti.  La Polisportiva propone un progetto di gestione che comprende un nuovo campo di calcio sintetico. Al Comune piace e il progetto viene approvato (luglio 2005), con tanto di contributo extra di 125.000 euro per coprire i costi particolarmente alti dell'intervento.  Nel settembre 2005 il nuovo campo è pronto e la Polisportiva inizia ad incassare i proventi della sua gestione, senza versarli al Comune, diversamente da quanto prevedeva la convenzione. Sono oltre 31.000 euro, che difatti adesso Palazzo di Giano chiede indietro. A marzo 2006, però, la convenzione stessa viene modificata dal Comune, stabilendo che anche i proventi del campo principale, come quelli degli altri impianti, possono essere trattenuti dalla Polisportiva, con l'obbligo di reinvestire gli utili.  «È logico - commenta Renzo Ferri - attribuire al gestore le tariffe del campo. Altrimenti la Polisportiva avrebbe finito con il fare al Comune una pura e semplice donazione: avrebbero speso quasi 500.000 euro per fare il nuovo campo, senza nessuna remunerazione». Nessuna illegittimità, quindi, secondo Ferri, di quella modifica che proprio l'avvocato del Comune Vito Papa aveva invece qualificato come fuorilegge. Ma perché un provvedimento «logico» non è stato inserito direttamente nel bando dell'anno prima? «Perché - risponde il direttore generale - il bando stesso non vincolava il gestore rispetto al tipo di intervento da realizzare al Legno rosso. Abbiamo dovuto aspettare che l'intervento si concretizzasse per intervenire».  E le utenze? Anche lì, tutto in regola. Solo nel 2009 è maturata una maxi-spesa, ma a settembre è partita da Palazzo di Giano la richiesta di rimborso di 57.381 euro. Somme che vanno ad appesantire ulteriormente il bilancio della Polisportiva, in rosso - rivela la relazione - di 186.400 euro a fine 2009, a causa soprattutto dei forti investimenti attivati negli anni precedenti.  Le polemiche dei giorni scorsi, comunque, non ruotavano solo attorno alla legittimità del rapporto Polisportiva-Comune, ma anche alla scelta di Palazzo di Giano di far reinvestire i proventi di un impianto moderno (e remunerativo) nello stesso impianto, quando in città ci sono altre strutture in pessime condizioni. Ma il sindaco Renzo Berti difende la scelta. «Questa formula - dice - ha consentito di far crescere la qualità dell'offerta di impianti al Legno rosso, rispetto ad un recente passato in cui lasciava a desiderare. Quindi non solo la ritengo positiva, ma auspico che venga estesa».  Il direttore Ferri aggiunge che solo con una formula del genere è possibile trovare privati disposti ad investire in impianti sportivi. Insomma, secondo l'amministrazione il gioco vale la candela. Ora sarà la conferenza dei capigruppo, mercoledì, a decidere se questo approfondimento è stato sufficente o se - come chiedono le minoranze - sia necessaria una commissione d'indagine.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web