Il Tirreno

Pistoia

Bruni e Durante divisi sulla filosofia del Pd che sarà

Alberto Vivarelli
Da sinistra, Durante, Berti e Bruni, a fianco la platea
◗
Da sinistra, Durante, Berti e Bruni, a fianco la platea

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Il primo rassicurante: bisogna cambiare il partito, ma senza scosse, ripartendo da quello che già c'è; il secondo propone novità e scommesse. Paolo Bruni conosce il Pd profondamente, difetti ma anche pregi, guarda all'oggi e usa un linguaggio a cui il core business del partito è abituato; Valentino Durante proietta partito e città nel futuro, lo declina in senso europeo, con tecniche di comunicazione molto più comprensibili ai giovani, traccia un progetto che invita a sognare qualcosa che ancora non c'è, ma che può essere a portata di mano.  Paolo Bruni e Valentino Durante, candidati alla segreteria comunale del Pd, si sono confrontati per la prima volta in pubblico, ieri pomeriggio al Mèlos accogliendo l'invito del sindaco Renzo Berti. Inutile andare a cercare vincitori e vinti perché i due candidati hanno semplicemente messo in campo le loro idee su partito e città: su queste gli iscritti andranno al voto, anche se le sensazioni che riescono a trasmettere saranno molto importanti. Poi - sicuramente - peseranno anche gli schieramenti interni.  Un dibattito civile tra due persone che amano profondamente il Pd, come testimonia il rammarico di Bruni («Non è questo il partito che volevamo») e l'orgoglio di appartenenza di Durante («Il Pd deve essere la nostra unica grande casa»).  Ma le differenze ci sono, soprattutto sull'idea di partito. Ad esempio, Durante si è detto contrario alla retorica dei circoli: non funzionano, non c'è attività, sono solo segni grafici; spetta agli eletti nelle istituzioni andare tra la gente, essere sistematicamente presenti sul territorio. Insomma, senza peraltro cancellare i circoli, Durante ha proposto la creazione di una rete diffusa di ascolto propondendo agli iscritti di andare sui luoghi di lavoro, dove si produce, dove si fa servizio «con umiltà, dicendo che non abbiamo risposte certe».  Sferzante Bruni: il partito per troppo tempo è stato considerato un comitato elettorale, adesso basta. Ai circoli devono essere date responsabilità e compiti, gli iscritti devono tornare a contare, per questo, se eletto, metterà in piedi una conferenza dei segretari. E il Pd, annuncia, tornerà nelle strade: una volta la settimana, a rotazione, i circoli apriranno un banchetto al mercato per spiegare le proposte del partito. No, niente banchetti, ha replicato Durante: non sono uno spazio politico; i cittadini non vengono da noi perché hanno meno tempo e disponibilità, siamo noi a dover andare da loro. E «con i giovani non c'è comunicazione perché non abbiamo niente da dire loro».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa