Il Tirreno

Pistoia

Coop sociali, niente indennità

Anziani in una residenza assistita
◗
Anziani in una residenza assistita

Nessun adeguamento nelle buste paga per chi lavora nelle Rsa

2 MINUTI DI LETTURA





 PISTOIA. Nonostante gli accordi con l'Asl 3, da oltre un anno molti dei lavoratori delle cooperative sociali che hanno diritto all'indennità integrativa non hanno ancora percepito alcun adeguamento nella loro busta paga. Su undici strutture per anziani convenzionate o appaltate da Asl e gestite dalle cooperative sociali, due cooperative hanno applicato correttamente il contratto integrativo.  A livello locale nell'agosto 2006, venne stipulato un protocollo di intesa tra enti locali, Asl e parti sociali sulla gestione degli appalti e degli affidamenti dei servizi degli enti locali nella provincia di Pistoia. Da tempo la Cgil ha intrapreso un percorso di confronto sia attraverso il comitato misto paritetico provinciale, organo di controllo e verifica sulla corretta applicazione contrattuale, di cui fanno parte organizzazioni datoriali e parti sociali, sia con l'Asl per la discussione sugli adeguamenti contrattuali nelle cooperative sociali, in particolare sul contratto integrativo regionale che, ormai dal 2006 prevede una integrazione economica per i lavoratori delle cooperative sociali, che operano nell'ambito delle Rsa per anziani, denominato Iparsa. L'azienda ha sempre ribadito con fermezza che non ha mai disatteso ai suoi obblighi come committente, obblighi legati al pagamento degli adeguamenti contrattuali e delle indennità integrative alle cooperative che gestiscono i servizi appaltati o affidati. Ma la gran parte dei lavoratori non ha ancora visto un euro di indennità.  «Ad oggi, dopo aver svolto dunque numerose verifiche e controlli - spiega Sara Simboli dela Fip-Cgil -, dopo aver attivato tavoli di confronto e dialogato con tutte le parti coinvolte, ci chiediamo dunque dove siano finiti questi adeguamenti economici, che spettano di diritto contrattuale a lavoratori che non ne hanno ancora goduto e poiché non riteniamo più accettabile questa situazione, molto poco chiara a nostro avviso, esigiamo rapidamente una risposta e chiediamo un incontro tra Cgil, Asl e quelle cooperative che ancora non hanno applicato il contratto integrativo ai propri dipendenti».  Un ulteriore problema che aggrava la situazione è legato al fatto che addirittura, nella maggior parte delle cooperative della provincia non viene rispettata l'applicazione del contratto nazionale. Il contratto delle cooperative sociali, ormai scaduto ed in fase di trattativa di rinnovo, prevedeva, nell'ultimo rinnovo avvenuto nel luglio 2009, l'introduzione di un nuovo inquadramento (C2) con il riconoscimento professionale ed economico degli operatori socio sanitari che operano nelle strutture, figure professionali molto impegnate nel settore, che operano da anni nelle strutture e alle quali finalmente era stata riconosciuta la professionalità. Ebbene, in provincia, sono soltanto tre le cooperative, di cui una in Valdinievole, che hanno applicato il contratto, riconoscendo la figura dell'operatore socio sanitario e inquadrando correttamente i propri dipendenti con tali requisiti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini