Il Tirreno

Pistoia

«Meno progetti e più collegialità»

Francesco Albonetti
In alto Stefano Morandi il giorno in cui è stato eletto alla presidenza camerale
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In alto Stefano Morandi il giorno in cui è stato eletto alla presidenza camerale

Il programma della nuova giunta camerale. Critiche Coldiretti e Cna

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 PISTOIA. La nuova giunta camerale insidiata a giugno, ha approvato ieri a maggioranza nella sala convegni del Cespevi il programma pluriennale delle attività 2011-2015. Un documento d'intenti, letto dal presidente Stefano Morandi, nel quale non mancano dati e spunti di riflessione sulla profonda situazione di crisi economica e sulle, inevitabili e conseguenti, difficoltà che l'ente camerale dovrà affrontare per trasformare le intenzioni in atti concreti di rilancio. Non sono mancate voci critiche, che tali sono rimaste anche al momento del voto. In testa, il direttore di Cna Renzo Giusti e il presidente di Coldiretti Riccardo Andreini. Ma anche dal fronte sindacale, Daniele Gioffredi della Cgil e Vincenzo Cannici di Federconsumatori, non hanno mancato di manifestare dubbi e perplessità.  Insieme all'approvazione del programma pluriennale, sono state approvate le future commissioni che lo renderanno operative. La prima riunione è fissata per la fine del mese. Tralasciando le parti che appaiono più ovvie e scontate sull'attività camerale, ecco alcuni degli spunti principali del documento approvato ieri dal consiglio della Camera di commercio.  Ruolo guida delle politiche economiche. Negli intenti della nuova giunta c'è un ritorno della Camera di commercio come ente di riferimento per l'economia territoriale, libero da condizionamenti e capace di creare un dialogo con le istituzioni locali e gli altri attori del sistema. Il tutto, allo scopo di definire progetti di sviluppo.  Metodo collegiale e pochi progetti. Viene auspicato un diverso approccio metodologico, che rappresenti una discontinuità col passato. La programmazione dovrà essere collegiale all'interno degli organi camerali, con più ampio coinvolgimento dei settori economici rappresentati nel consiglio. Per non disperdere inutilmente le risorse, i programmi operativi s'incentreranno su pochi ma significativi progetti e politiche, abbandonando la logica della distribuzione a pioggia delle risorse.  Cinque linee strategiche. Sono quelle della valorizzazione economica del territorio, il sostegno alla competitività delle imprese, la politica per il credito, la semplificazione amministrativa e l'e-government, la trasparenza e tutela del mercato.  Riorganizzare l'ente. La Camera di commercio va riorganizzata soprattutto nelle relazioni con gli attori locali e l'ottimizzazione dei processi interni, compreso un contenimento dei costi di funzionamento.   Dubbi e critiche. Il presidente di Coldiretti Riccardo Andreini ha posto problemi di metodo e contenuto: «E' stata auspicata maggiore inclusione e partecipazione, ma a tre mesi dalle elezioni dela giunta è stato letto un programma alle 12,15 e approvato alle 13,15 senza neppure rispondere alle domande poste. Le commissioni, già formate e approvate, rischiano di produrre solo carte come nella precedente giunta. Ora vedremo come verrà scelto il segretario, sarà questo il primo vero atto concreto della giunta». Passando poi ai contenuti, Andreini ritiene che «venga dato scarso rilievo alla società Pistoia Promuove che dovrebbe essere strategica per la Camera. Invece, l'affidarsi ai consorzi fidi mi pare aria fritta. Un conto è se lavorano a prima richiesta, come vuole Basilea 2. In questo senso, c'è bisogno di molte risorse che non ci sono. Adesso però lavorano come banche, con la stesse procedure lente di approvazione delle pratiche. Se l'attenzione per i consorzi fidi deve risolversi in firme di protocolli, non serve a nulla».

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