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CULTURA&POLEMICHE
L'Atp fa formazione da tredici anni i giudizi di Fochi sono lontani dal vero
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Come spesso accaduto in passato, ogni uscita pubblica di Giovanni Fochi è segnata da una polemica nei confronti dell'Associazione teatrale pistoiese. Fochi cerca di farsi pubblicità attaccando l'attività del Teatro Manzoni, augurandosi forse in tal modo di guadagnare per sé una maggiore visibilità altrimenti difficile da ottenere. In ogni caso sono in molti a Pistoia gli operatori, anche di notevole livello, che si occupano di "formazione per non professionisti" e lo fanno con passione e in piena tranquillità, senza rivendicare ruoli di altra natura. Del resto, un attore, così come in genere chi si muove nei settori della cultura e dello spettacolo, vale per quello che riesce a costruire nella carriera a livello nazionale e non solo locale. Per quanto riguarda la sua autocandidatura a direttore artistico dell'Atp, segnalo che svariate altre, anche di ben più prestigiose, erano pervenute in quella occasione. Non mi preme però intervenire su questa questione, quanto piuttosto ribattere ad alcuni giudizi espressi da Fochi, del tutto gratuiti e lontani dal vero. L'Atp Pistoiese svolge da ben tredici anni, in stretta sinergia con l'Assessorato all'istruzione e formazione della Provincia, un'intensa attività di formazione e di orientamento ai linguaggi teatrali che ha coinvolto tutte le scuole del territorio attraverso il progetto "A Scuola di Teatro" che prevede la visione di spettacoli, sempre di alto livello, attività di laboratorio, sempre tenute da operatori altamente qualificati, incontri con attori, autori ed operatori. Un'attenzione particolare è dedicata alla formazione del pubblico (basti citare anche i cartelloni di "Piccolo Sipario", che da anni avvicinano al teatro le famiglie ed i bambini delle scuole materne ed elementari), la cui efficacia e qualità ci viene riconosciuta a tutti i livelli. Non so infine a chi faccia riferimento Fochi quando dice che a Pistoia si prediligono i grandi nomi della televisione, "personaggi - dice - che fino a 15 anni fa non valevano niente". Forse dovrebbe dirlo con eguale franchezza e alterigia a Gabriele Lavia, Giorgio Albertazzi, Maddalena Crippa, Pamela Villoresi, Luca De Filippo, Isabella Ferrari, Ennio Fantastichini, Marina Confalone, Valentina Sperlì. Sono questi infatti gli attori che ospitiamo quest'anno sul palcoscenico del Manzoni. È vero comunque che l'abitudine ad ospitare artisti di estrazione anche televisiva (ma a differenza di Fochi non griderei per questo allo scandalo) è diffusa in molti teatri. Non mi pare che i cartelloni del Teatro di Quarrata - che Fochi cita come esempio in controtendenza - negli anni siano stati immuni da scelte di questo genere: basti citare la presenza nelle ultime stagioni di Giobbe Covatta, Lunetta Savino, Antonio Cornacchione, Dario Vergassola etc. E si tratta spesso di cartelloni che comportano investimenti quasi pari a quelli della stagione del Manzoni, malgrado non possano vantare lo stesso numero di recite e la stessa qualità delle proposte. Giuseppe Grattacaso presidente Ass. teatrale pistoiese
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