Italia
S. Caterina, è morto il detenuto
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Il carcere di Santa Caterina Si era impiccato al letto della cella con un lenzuolo. Oggi i funerali
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PISTOIA. Non ce l'ha fatta. E' spirato nella notte all'ospedale del Ceppo il detenuto 35enne che, martedì mattina, si era impiccato nella sua cella. Nonostante i soccorritori fossero riusciti a rianimarlo, troppo gravi sono stati i danni cerebrali causati dalla mancanza di ossigeno. I funerali saranno celebrati oggi alle 16 nella chiesa della Misericordia, in via del Can Bianco. Su quanto è avvenuto al Santa Caterina, interviene anche l'assessore al sociale Paolo Lattari, che esprime il «dispiacere» a nome dell'amministrazione comunale. «Il gesto estremo di uno dei detenuti - scrive Lattari - evidenzia ancora di più la preoccupante situazione del sovraffollamento, affrontata anche dai consiglieri che hanno presentato un'interpellanza in consiglio comunale, e che ringrazio. E' infatti una questione di grande importanza sulla quale è bene tenere alta l'attenzione». Lattari si riferisce all'interpellanza presentata lunedì scorso dai quattro consiglieri comunali del Pd Enrico Baldi, David Mariani, Salvatore Colombo e Serena Gherardini. Sulla base dei dati ufficiali dalla direzione relativi all'attuale situazione del carcere di Pistoia, secondo cui i detenuti variano da 140 a 150 persone, con punte di 157 rispetto ad una capienza di 79 unità ma con una tolleranza fino a 90 unità, Lattari prosegue sottolineando come «il sovraffollamento delle carceri è determinato da una serie di fattori: i processi lunghi, il frequente ricorso alla detenzione preventiva, le fattispecie di nuovi reati che ugualmente prevedono la detenzione preventiva, la quasi assenza di pene alternative. Ad aggravare la situazione concorrono le condizioni di salute dei detenuti: secondo le rilevazioni dell'Azienda regionale della sanità toscana, su 100 detenuti ben 73 risultano malati, di cui l'1,4% sieropositivo e molti sono i casi di autolesionismo causati da disturbi psichici legati ad esperienze di tossicodipendenza. La costruzione di nuove carceri, a mio avviso, non è assolutamente una soluzione al problema». L'amministrazione comunale ha affrontato la questione, sia attraverso molteplici riunioni della quinta commissione, deputata alla trattazione di questa tipologia di problemi, sia attraverso incontri con personale al corrente della situazione del carcere di Pistoia a cui ha partecipato anche il sindaco. Renzo Berti ha richiamato l'attenzione sull'argomento, anche in occasione della giunta regionale che si è tenuta lo scorso agosto. «Insieme al sindaco - conclude Lattari - ho incontrato il dottor Roberto Torselli, responsabile di zona del Distretto di Pistoia della Asl 3 e il dottor Roberto Barontini, medico di medicina generale che da tanti anni si occupa delle problematiche carcerarie, con i quali abbiamo fatto il punto della situazione sia organizzativo che sanitario del carcere di Santa Caterina in Brana. E' certo che continueremo ad interessarci alla questione, benché non di competenza diretta del Comune, chiedendo di poter effettuare visite nel carcere di Pistoia e adoperandoci per mantenere viva l'attenzione su questa problematica, auspicando una soluzione che possa scongiurare il ripetersi di episodi come il tentativo di suicidio della notte scorsa».
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