Gioco
Con lospedale, banca del germoplasma in pericolo
Allarme rosso al Cespevi nel bilancio buco da 103mila euro
Eugenio Fagnoni
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La sede del Cespevi al campo di volo 2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Il Cespevi scadrà il prossimo 31 dicembre. Lo prevede lo statuto del Centro sperimentale per il vivaismo (società per l' 80% della Camera di commercio e per il 20% della Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia). Ma al di là degli obblighi statutari, sul futuro del Cespevi si addensano nuvole nere. Sebbene sia stato concesso un aumento del fido bancario che è servito, per l'immediato a tamponare le emergenze verso i creditori ed i dipendenti, la situazione finanziaria odierna è piuttosto complicata. Il tutto viene evidenziato in una lettera aperta del presidente del Centro studi per il vivaismo, dr. Eugenio Ciuti (uno dei promotori del Cespevi 25 anni fa). Ciuti affronta a tutto tondo la situazione, affermando che la costruzione del nuovo ospedale penalizza il Cespevi poiché: «i tecnici del Comune sordi ad ogni ricorso intendono abbattere una parte delle preziose collezioni della banca del germoplasma» e che «il nuovo piano urbanistico del Comune viene a penalizzare pesantemente i nostri terreni, pregiudicandone la futura attività. Il Comune ha ignorato la nostra proposta progettuale sull'area dell'ex Campo di volo ed in particolare la imponente collezione che insiste già su 12 ettari di superficie, meta di continue visite da parte di studiosi, scolaresche e cittadini». Nella lettera, si affronta anche la questione finanziaria del Cespevi. «Dal 1981, anno di costituzione della società, i bilanci hanno sempre raggiunto il pareggio, salvo questi ultimi esercizi in cui si sono determinate forti perdite, dovute al cambiamento di legislazione che regola l'attività degli enti pubblici. Allo stato attuale la struttura con un organico di tre persone (un tecnico, un operaio ed una segretaria part-time) ha un costo complessivo di circa 228mila euro, mentre le entrate ammontano 125mila euro, con un disavanzo complessivo di 103mila euro». Ma secondo Ciuti, occorre trovare 110mila euro altrimenti i conti non quadrano malgrado tutte le economie messe in atto. Eugenio Ciuti quindi propone le soluzioni per la sopravvivenza del Cespevi. «Tenuto conto - scrive - che siamo in un periodo di ristrettezze economiche, raschiando il fondo del barile si potrebbero racimolare ancora 10/15.000 euro di entrate. Per la differenza le strade percorribili sono due: coinvolgere la Regione Toscana il cui sostegno potrebbe essere veicolato tramite il Distretto rurale che considero interlocutore privilegiato; coinvolgere il ministero delle politiche agricole che ha un Centro ricerca a Pescia a cui ha affidato il compito di gestire la ricerca nel settore vivaistico ornamentale. Il Cra-Viv di Pescia, non disponendo di collezioni di piante per la sperimentazione vivaistica e quindi la nostra banca del germoplasma potrebbe essere considerata come una sede staccata di Pistoia, da finanziare adeguatamente».
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