Il Tirreno

Pistoia

S'impicca in cella: 35enne in fin di vita

S'impicca in cella: 35enne in fin di vita

Di nuovo sotto accusa il sovraffollamento nel carcere di S. Caterina

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Ha aspettato di trovarsi da solo, ha attorcigliato il lenzuolo, lo ha legato attorno all'intelaiatura del letto a castello e se l'è passato attorno al collo. Erano all'incirca le dieci di ieri mattina nella casa circondariale di Santa Caterina in Brana. Quando i compagni di cella e gli agenti penitenziari si sono accorti di quello che era successo, il 35enne detenuto pistoiese non respirava già più.

Il suo cuore è tornato a battere dopo un'ora di estenuanti tentativi da parte dei soccorritori inviati sul posto dal 118. Adesso, S.L., che, arrestato per rapina, era in carcere in attesa del processo, si trova ricoverato in condizioni critiche nel reparto di rianimazione dell'ospedale del Ceppo. I medici temono che la mancanza di ossigeno dovuta al blocco della respirazione abbia causato danni cerebrali irreversibili. Un dramma, quello avvenuto ieri mattina, che pone nuovamente l'accento sulla drammatica condizione in cui il carcere di Pistoia si trova (così come tante altre carceri italiane), alle prese con un sovraffollamento che crea condizioni di vita disumane per i detenuti. Come più volte denunciato nei mesi scorsi sia a livello sindacale che politico.

Il Santa Caterina è nato per ospitare 54 reclusi (in base alle tabelle ministeriali). Lo stesso ministero ne ha poi portato la capienza, sulla carta, a "sotto i 70". In questo periodo il numero di detenuti oscilla tra i 140 e i 150, ma in passato si sono avute punte anche di 160. Ieri erano 152. E' il carcere più sovraffollato della Toscana. In stanze che a malapena potrebbero ospitare una persona ce ne sono tre: sette metri quadrati, compreso il gabinetto, con un letto a castello con tre brande che arriva fino al soffitto. Altre celle sono invece di circa 20 metri quadrati: nate per ospitare 4 detenuti, ne ospitano 9, con tre letti a castello e sempre un solo gabinetto.

Sia nelle celle piccole che in quelle più grandi, nei periodi di particolare sovraffollamento sono anche stati messi dei materassi per terra per farci dormire altri detenuti, così come è capitato che qualcuno dovesse dormire nei corridoi e sui tavoli della stanza dei colloqui. Nelle celle più piccole, i detenuti devono stare in piedi a turno tanto sono strette. Una situazione di sovraffollamento a cui si somma la grave carenza di organico della polizia penitenziaria: attualmente a Pistoia gli agenti sono soltanto il 60 per cento di quelli previsti. Una situazione ambientale che potrebbe aver influito in modo determinante nella decisione di togliersi la vita presa dal 35enne tossicodipendente pistoiese. Sembra che sia gli agenti penitenziari che gli altri detenuti non avessero notato in lui, negli ultimi giorni, alcun segno che facesse presagire il drammatico gesto. Un ragazzo silenzioso, certo, ma tranquillo e ben educato, che non dava segni di particolare depressione. Sono stati i suoi compagni di cella e due agenti i primi a soccorrerlo quando si sono accorti che si era impiccato alla terza branda. Immediatamente è stato trasportato in infermeria per i primi soccorsi.

Quando sul posto sono arrivati il medico del 118 e i soccorritori di un'ambulanza Asa della Misericordia, era in arresto cardiaco. Subito sono iniziate le manovre di rianimazione e, alla fine, grazie anche al defibrillatore, il suo cuore è tornato a battere. Con una storia di piccoli reati legati alla sua condizione di tossicodipendenza, S.L. era stato arrestato il primo luglio scorso, per una rapina commessa ai danni dell'Antica farmacia De' Ferri, in via Pacini. Prima si era fatto prestare un coltello in un vicino bar (per farsi un panino, aveva detto), quindi, praticati due fori per gli occhi, si era tirato sulla testa la maglietta ed era entrato nella farmacia. E minacciando titolari e clienti, si era fatto consegnare l'incasso. Quindi, senza curarsi che qualcuno potesse riconoscere, era uscito in strada ancora brandendo il coltello e gettando via la maglietta. La polizia lo aveva arrestato poco dopo. In carcere in seguito all'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale, era in attesa del processo per rito abbreviato, fissato per il prossimo 17 novembre.

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