Sicurezza
Nuova Aias, il 20 stop al cantiere
Tiziana Gori
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Il cantiere per la realizzazione della nuova sede dellAias La ditta costruttrice batte cassa ma i finanziatori hanno chiuso i rubinetti
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PISTOIA. «Il 7 ottobre abbiamo presentato un nuovo ricorso. Verrà discusso entro fine mese. In quella sede ci auguriamo di riuscire a far capire l'urgenza delle nostre richieste». Un'urgenza che, per il presidente dell'Aias Luigi Bardelli, non è figlia di timori per l' attività ordinaria del centro di San Biagio, ma per tutti i servizi collegati alla realizzazione della nuova sede. Progetti e servizi messi a rischio dal commissariamento dell'Aias pistoiese, scattato ad aprile. Nel dispositivo della sezione civile del Tribunale di Pistoia sono spiegate le motivazioni con cui alcuni giorni fa il giudice Carlo Carsiviglia ha rigettato il precedente ricorso Aias. Il giudice non ravvisa "circostanze dalle quali possa desumersi un attuale e grave pericolo derivante ad Aias per effetto della continuazione della gestione da parte del commissario Giulio Francesco Bagnale". Al contrario, afferma Bardelli, il rischio c'è. E a riprova di ciò posa sul tavolo la raccomandata ricevuta il 5 ottobre dalla Cmsa, la Cooperativa Muratori, Sterratori ed affini, incaricata di eseguire i lavori della nuova sede. La Cmsa avvisa che se entro 15 giorni dall'invio della raccomandata l'Aias non provvederà al pagamento della somma spettante per i lavora sinora eseguiti - che ammonta a 792mila euro - il cantiere sarà sospeso. Il pericolo che la nuova sede non veda la luce è quindi concreto, ribadisce Bardelli, ricordando che la Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia e la famiglia Carrara - dopo il commissariamento - si sono tirate fuori dall'impegno di finanziare l'opera. «A fronte di una spesa complessiva di 7,5 milioni di euro, 4 milioni erano garantiti da privati - 1,5 milioni dalla Fondazione Caripit e 2,5 milioni dalla famiglia Carrara - 500mila euro da beni in disponibilità alla Fondazione Santa Maria Assunta in Cielo Onlus (proprietaria dell'immobile del centro Aias di via San Biagio), e la somma restante sarebbe stata ricavata da un mutuo attivato dalla Fondazione presso un istituto bancario». «I donatori privati - asserisce Bardelli - si sono tirati indietro dopo l'arrivo del commissario Giulio Francesco Bagnale». Il primo grave risultato di questa situazione in cui l'Aias si barcamena da aprile è, appunto, la sospensione dei lavori della nuova sede. Un immobile che sarà l'involucro di nuovi, importanti progetti. «La casa famiglia del "durante noi" - spiega Bardelli - in cui i ragazzi con disabilità grave potranno essere ospitati per periodi prolungati e che andrebbe ad affiancarsi alla casa famiglia del "dopo di noi" di Barile, in cui trovano una sistemazione i disabili rimasti senza parenti stretti». E anche, ricorda, «le terapie per decine di ragazzi in età evolutiva che sono adesso in attesa di risposta». Esigenze di una società in cerca di dare risposte concrete al problema dell'handicap che rischiano di essere spente sul nascere.
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