Il Tirreno

Pistoia

Obiettivo: turismo tutto l'anno

Sauro Romagnani
Ceccarelli e Chelucci
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Ceccarelli e Chelucci

Secondo uno studio la montagna pistoiese è ignorata fuori Toscana

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 CUTIGLIANO. All'interno della Giornata Touring, si è svolto domenica a Cutigliano l'importante convegno "Turismo tutto l'anno: la destagionalizzazione del turismo nella Montagna P.se - Analisi e prospettive". Non è stato un appuntamento formale, ma molto concreto. Mirato ad un obiettivo chiaro che il Comune di Cutigliano si è posto: trasformare il turismo montano da stagionale a turismo che copra l'intero arco dell'anno. In pochi giorni, questo, dopo quello di Abetone, è il secondo appuntamento in cui si discutono problematiche inerenti il turismo: settore dell'economia determinante per il futuro di gran parte dell'economia montana. Vi hanno preso parte autorità e persone qualificate per affrontare questo tema. Nella sua prolusione, a nome del Touring Club Italiano, il vice console regionale, Gianluca Chelucci, ha brevemente illustrato il significato della giornata dedicata al turismo di qualità e alla Bandiera arancione, di cui il Comune di Cutigliano, insieme a quello di Collodi sono gli unici titolari nella provincia di Pistoia.  Chelucci ha successivamente presentato, una magnifica riproduzione di una cartina altimetrica dedicata alla nostra montagna e pubblicata dal Touring club Ciclistico Italiano nel settembre 1899. I lavori, dinanzi ad un pubblico attento, che riempiva completamente la sala consiliare, sono stati aperti da Giuliano Sichi, assessore al turismo di Cutigliano, e ideatore, insieme al sindaco Carluccio Ceccarelli, dell'iniziativa. Sono seguiti quattro interventi "tecnici" di rilievo. Roberto Fedeli, dirigente Comunità montana, ha tenuto una vera e propria lezione sul significato e il valore profondo delle nostre foreste, sottolineando l'importanza del legame ambiente-territorio-persone. Manuela Geri, funzionario cultura della Provincia, ha efficacemente sottolineato come i mass media nazionali dovrebbero fare molto di più per l'immagine turistica del nostro territorio, esattamente come la fanno per altri simili al nostro. Di grande rilevanza l'intervento di Dario Berti, docente dell'Università di Firenze, che ha presentato una interessantissima ricerca: "Indagine conoscitiva del livello di notorietà del Comune di Cutigliano e del comprensorio della Doganaccia". Il risultato della ricerca è stato la conferma di ciò che in molti, e da tempo, sospettavano: i territori della montagna pistoiese sono poco noti e non solo nella cerchia Toscana. Abetone è l'unica località riconosciuta.  L'intervento di Carlo Bartolini, direttore Apt, è stato una dichiarata provocazione, ma contenente molte verità: «La montagna in Toscana è un non prodotto turistico; Cutigliano è un non prodotto. Se ad esempio consideriamo che in Toscana si scia ad un'ora di distanza da Firenze, e questo non è noto ai più, è necessario lavorare perché un non prodotto diventi un prodotto. Inoltre è indispensabile puntare su un turismo di nicchia e qualificato, scegliendo i target giusti». Dopo gli interventi di Chiara Innocenti, assessore alla cultura della Provincia, Tiziano Tempestini, Confcommercio Pistoia, Sandro Danesi, esperto marketing, ha seguito il dibattito nel quale il sindaco di Abetone, Giampiero Danti, si è chiesto: «Chi eravamo? Chi siamo? Abbiamo fatto la storia dello sci nel mondo, abbiamo avuto campioni celebri ed oggi non siamo più conosciuti nemmeno in Toscana. In trenta anni, nella nostra montagna, sono chiusi trenta alberghi. Questa è l'amara verità».  Il sindaco di Cutigliano, Carluccio Ceccarelli, nelle attese conclusioni ha avanzato delle proposte e messo in chiaro le proprie aspettative, non soltanto limitate al proprio comune, ma, per l'intero comprensorio montano. Ha osservato, «le bellezze naturali, le attrazioni e le attività di supporto al turismo ci sono quindi la nostra montagna ha tutte le caratteristiche perché la stagione turistica possa essere diversa e non soltanto stagionale, come adesso. Bisogna mantenere i prezzi, e aumentare i servizi, solo così creeremo margini per i necessari investimenti». «Basta col lamentarsi - ha proseguito - occorre rimboccarsi le maniche e lavorare. E' vero che si è perduta l'opportunità di una scuola alberghiera in montagna, e sarebbe stato importante ottenerla, ma questa è acqua passata. Mi domando quanti di noi, albergatori o operatori turistici, sono coloro che frequentano le borse del turismo. Quanti sono stati presenti a quella recente, e non spazialmente lontana, di Cecina o quanti andranno alla prossima manifestazione del turismo a Londra? La risposta è: pochi. Dobbiamo cambiare e per farlo chiedo che si costituisca un tavolo tecnico in cui si siedano tutti gli interessati, enti, operatori e esperti di turismo che si renderanno disponibili».

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di Redazione web