Sicurezza
«Auspichiamo un ripensamento»
◗
Luigi Colangelo (Decidi anche tu) Decidi anche tu parla di «proposte da rottamare»
2 MINUTI DI LETTURA
AGLIANA. «Un piano da rottamare e quindi irricevibile». Questo il giudizio della lista civica Decidi anche tu sul piano dei rifiuti interprovinciale Firenze-Prato-Pistoia approvato dalla Provincia di Pistoia il 29 luglio scorso. «Nonostante il poco preavviso dato per formulare le doverose osservazioni - spiega Luigi Colangelo - ci siamo subito attivati affinché si discutesse del piano, che coinvolge 1.500.000 di cittadini, in consiglio comunale e in apposita commissione, evidenziando le enormi carenze e contraddizioni dello stesso, emerse anche nell'ultimo consiglio comunale di Agliana. Osservazioni che abbiamo inviato alle tre Province coinvolte affinché possano contribuire ad un completo ripensamento». A partire dal presunto 10% di aumento della produzione di rifiuti giustificato esclusivamente da una non ben precisata "ripresa economica" dei prossimi anni a fronte invece di una diminuzione reale degli ultimi due anni testimoniata anche dall'assessore regionale Bramerini. «A ciò - prosegue Colangelo - si aggiunga che un obbiettivo di raccolta differenziata al 65%, legata alla diffusione generalizzata della raccolta porta a porta, porterebbe ad un ulteriore calo tra il 15%-20% della produzione dei rifiuti. Un calo di cui non si trova traccia nel piano. Inoltre a fronte di un raddoppio previsto della raccolta differenziata, non è stato inserito nessun progetto di centro riciclo e recupero (modello Vedelago), così come nessun incentivo ad una filiera virtuosa a partire dagli "acquisti verdi" negli enti pubblici». Il piano prevede la costruzione e l'ampliamento di inceneritori tra cui ancora una volta quello di Montale con investimenti complessivi per i nuovi impianti di oltre 180 milioni di euro. «Risorse enormi, che in questa crisi economia dovrebbero invece essere investite in centri di riciclo, in raccolta porta a porta e nell'incentivazione economica dei cittadini, imprese e comuni virtuosi che permetterebbero il rilancio di tutta l'indotto. I numeri, conti nuovi alla mano, ci dicono che di rifiuti da smaltire anziché 350.000 tonnellate anno previsti dal piano, in virtù dell'ipotetico aumento del 10%, ne rimarrebbero invece circa 150.000 tonnellate anno che non giustificherebbero né nuovi inceneritori né ampliamenti di quelli esistenti». La lista civica chiede quindi un piano che preveda la chiusura dell'inceneritore di Montale e la bonifica del territorio. M. B.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
