Toscana
Piano dei rifiuti, Agliana dice "ni"
Marta Quilici
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Linceneritore di Montale, Ciampolini propone di valutare leffettiva necessità di ampliamento Lettera critica del primo cittadino alle Province di Firenze e Pistoia
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AGLIANA. Eliminare dal Piano interprovinciale per la gestione dei rifiuti il progetto del termovalorizzatore al Calice. Rimandare l'ampliamento di quello di Stazione dopo averne verificato l'effettiva necessità e solo dopo la conclusione delle indagini ambientali e sanitarie di Asl e Arpat. Una concreta considerazione degli obbiettivi di riduzione dei rifiuti, incremento della raccolta differenziata e la previsione di impianti di riciclaggio sul territorio. Pacate ma decise, le parole del sindaco di Agliana Eleanna Ciampolini, contenute in una lettera di osservazione al documento preliminare del Piano interprovinciale di gestione dei rifiuti. La lettera è stata inviata giovedì alle Province di Pistoia e di Firenze, responsabili, insieme a quella di Prato, della stesura e approvazione del Piano di gestione dei rifiuti. Termovalorizzatori. «A proposito del termovalorizzatore del Calice - spiega la Ciampolini -, nel protocollo del 2007, condiviso da Province, Comuni e Regione, c'è scritto che l'utilità dell'impianto del Calice sarebbe stata verificata nel 2010: ci siamo. Nel Piano preliminare, però, non si dà ancora una risposta certa sulla sua realizzazione. Il Comune ritiene inappropriata la localizzazione dell'impianto ad appena 4 km di distanza da quello di Montale e non mancherà, se necessario, di ribadire la sua contrarietà sulla sua realizzazione in quel sito». E su Montale: «È ambientalmente improponibile l'ampliamento dell'impianto, lasciando ancora in sospeso la realizzazione di quello del Calice. Chiedo di condizionare il suo ampliamento ai risultati dell'indagine ambientale e sanitaria di Asl e Arpat sull'area interessata da oltre 30 anni alle ricadute dell'impianto. E comunque di rimandarla dopo averne verificato l'effettiva necessità, anche alla luce degli obiettivi regionali di diminuzione della produzione dei rifiuti e incremento della raccolta differenziata». Impianti di riciclaggio. «Manca nel Piano - continua la Ciampolini - una programmazione degli impianti di valorizzazione e riciclaggio dei rifiuti differenziati. Per il 2012 abbiamo un obiettivo di raccolta differenziata del 65% per un totale di 700 mila tonnellate all'anno di materiale differenziato. Nel piano non viene però previsto alcun impianto di riciclaggio dei materiali raccolti, ad eccezione di quelli per il compostaggio». Come l'Lg Plast? «Sì, ma senza voler mettere bandierine su impianti del proprio Comune. Nel piano si parla di piattaforme per la selezione, ma non di impianti per il riciclo, la conversione e il riutilizzo vero e proprio del materiale differenziato». Diminuzione rifiuti. «Nel piano è prevista una produzione annua complessiva di rifiuti di 1.100.000 tonnellate e un aumento del 10% in sei anni. Su questa previsione le perplessità sono su due fronti. Il primo è oggettivo: con la crisi economica dal 2008 la produzione dei rifiuti sta calando e non certo aumentando. Il secondo riguarda la discrepanza tra tale previsione e la volontà di perseguire gli obiettivi di raccolta differenziata ed educazione alla riduzione dei rifiuti e degli imballaggi: la Regione ha già stanziato 6 milioni di euro per perseguire questo obiettivo nell'Ato Centro. Nel piano non è infine indicato il quantitativo attuale di produzione dei rifiuti».
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