Il Tirreno

Pistoia

L’ex pm, oggi giudice del lavoro, torna dopo 4 anni e riceve un premio dall’Ugl

«Amianto, c'è troppa paura»

Francesco Albonetti
In primo piano Jacqueline Magi, seguono da sinistra De Rosa, Centrella e Gori
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In primo piano Jacqueline Magi, seguono da sinistra De Rosa, Centrella e Gori

Jacqueline Magi: le famiglie degli esposti abbiano più coraggio

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 PISTOIA. Per tornare a Pistoia in veste ufficiale ha scelto un convegno in sala maggiore dell'Ugl Metalmeccanici Jacqueline Magi, l'ex pm di assalto al processo per le morti da amianto alla Breda. Come ha ricordato lei stessa, era dal 6 marzo del 2006 che non si faceva viva nella città pilota delle grandi battaglie sull'esposizione. Sono finite le requisitorie, ma non le battaglie. L'ex pm dai capelli rossi continua a combatterle in veste di giudice del lavoro al tribunale di Livorno, in modo diretto e caparbio: «Mi hanno mandato via da Pistoia per non fare danni ma a Livorno ne faccio molti di più. Ora le sentenze me le scrivo, non chiedo ai giudici di condannare, sono io che condanno».  Jacqueline Magi, all'occorrenza, si trasforma in scrittrice. Ed è proprio in questa veste che l'ex pm tira una stoccatina ai suoi ex concittadini: «Ho scritto sulla Lucchini di Piombino, su Rosignano e sul porto di Livorno. Adesso mi occuperò anche dei minatori dell'isola d'Elba. Ma non sono mai riuscita a scrivere un libro sul caso Breda di Pistoia. C'è ancora troppa paura. Ho chiesto ai familiari degli operai morti d'amianto di buttare giù due righe per raccontare i loro casi, non ne hanno voluto sapere anche se i loro congiunti sono morti quattordici anni fa. Perché è così difficile? Perché a Pistoia si ha paura di parlare della Breda?»  La battaglia contro l'utilizzo di amianto nelle lavorazioni è diventata una ragione di vita. E con l'esperienza si è fatta idee precise. «Sono stata travolta dall'amianto e mi sono resa conto che come giudice del lavoro posso fare molto di più rispetto alle procure. Senza celebrare processi penali, mi sono occupata di malati di mesotelioma alla Lucchini ma anche di 37 casi al porto di Livorno. Fincantieri due anni fa è stata condannata a risarcire oltre 1 milione di euro: la strada da seguire è quella del diritto del lavoro e del risarcimento. Il tutto l'ho ottenuto avvalendomi degli stessi consulenti di Pistoia: prima erano di parte, adesso d'ufficio. Consulenti bravi, tanto che li utilizza la stessa Corte d'appello».  La difficoltà di indagare sulle morti di amianto e, più in genere, sulle malattie professionali, secondo il giudice livornese dipende anche da un fatto culturale e dall'università: «In Italia siamo molto indietro in questo campo. All'università la medicina del lavoro è una branca della medicina legale, io stessa ho dovuto imparare facendomi le ossa sul campo, andando a visitare più volte le aziende e studiando a fondo caso per caso. In pochi sanno fare le perizie».  Al convegno dell'Ugl Jaqueline Magi ha ricevuto una targa come "Amico del lavoro". Oltre a lei, c'erano il segretario generale dell'Ugl Giovanni Centrella, la responsabile nazionale Ugl e dell'Utl di Pistoia Laura De Rosa, il presidente del consiglio comunale ed ex sindacalista ed operaio Breda Marco Vettori, l'avvocato Ezio Bonanni e il fotografo del Tirreno Lorenzo Gori.

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