Il Tirreno

Pistoia

Lg Plast, un futuro da 40mila tonnellate di scarti da riciclare

Marta Quilici
A sinistra la Lg Plast pronta a riprendere l’attività A destra, l’ad Alessandro Benigni
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A sinistra la Lg Plast pronta a riprendere l’attività A destra, l’ad Alessandro Benigni

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AGLIANA. La Lg Plast potrebbe diventare una delle piattaforme per la cernita delle plastiche del Corepla, il Consorzio nazionale per raccolta, riciclaggio e recupero dei rifiuti di imballaggi in plastica. Non solo. Potrebbe essere una delle poche aziende italiane a lavorare gli scarti della lavorazione degli altri centri del consorzio. Se la proposta andasse in porto, si tratterebbe di un volume di lavoro da migliaia di tonnellate di plastiche all'anno.  Martedì scorso, l'azienda ha incontrato a Milano i dirigenti del Corepla, che si sono detti disponibili non soltanto a riprendere - dopo lo stop causato dalla chiusura della Recoplast - il conferimento delle plastiche, ma anche ad individuare la Lg Plast come destinazione degli scarti di lavorazione destinati altrimenti all'incenerimento.  Adesso il gioco è tutto in mano all'azienda aglianese, sorta dalle ceneri della Recoplast: per soddisfare tali richieste dovrà, infatti, affrontare ulteriori investimenti per aumentare la qualità della lavorazione.  Intanto, giovedì la Lg Plast ha inaugurato i rinnovati locali dello stabilimento, completamente ripuliti dopo mesi di lavori. E dire che fino a pochi giorni incombeva sull'azienda l'incognita della fornitura delle plastiche. La Lg Plast, cioè, non aveva ancora la sicurezza di poter contare su un sufficiente conferimento di materia prima per arrivare in breve tempo a una lavorazione a pieno ritmo. Obiettivo fondamentale anche per iniziare ad ammortizzare i grandi investimenti fatti per la riapertura dello stabilimento. Il grande punto interrogativo erano soprattutto i rapporti con il Corepla. L'incontro di martedì con il consorzio, invece, ha fornito finalmente una certezza sul fronte dei conferimenti di plastiche.  Oltre al Corepla si sono dimostrati interessati a collaborare alcune società partecipate. Tra queste il Cis, che da subito aveva dato la sua disponibilità, ma anche la garfagnina Se.Ver.A e la Cosea Ambiente, che lavora sull'Appennino tosco-emiliano tra Pistoia e Bologna.  Aggiungendo anche qualche altro cliente privato, il lavoro dovrebbe bastare per un'azienda da 40mila tonnellate di lavorazione massima all'anno.  «La ricerca di materiali può dirsi completata - spiega Alessandro Benigni, amministratore delegato Lg Plast - ma non siamo ancora del tutto pronti ad accettare in toto queste offerte. Stiamo prendendo tempo perché prima di accoglierle dobbiamo investire ulteriormente sui nostri impianti. Abbiamo ereditato dalla vecchia gestione un impianto non certamente perfetto né all'avanguardia. Per il momento siamo capaci di eseguire soltanto una cernita di media qualità, mentre il mercato adesso ne richiede una di qualità superiore. Dobbiamo adeguarci. Dobbiamo inoltre dotarci di presse che compattino il materiale a 250 chili al metro cubo, per ottimizzarne il trasporto. Superare i limiti di stoccaggio della vecchia gestione. Entro la fine del mese, comunque, puntiamo di partire a regime con una cernita di qualità».  Entro ottobre la Lg Plast ha promesso di assumere anche altri 4 o 5 ex dipendenti Recoplast, oltre ai 4 già a lavoro da qualche settimana.  «Siamo allo startup - continua Benigni - e per noi non è stato certamente facile, considerato il fatto che non abbiamo avuto alcun aiuto dalle banche».

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