Gioco
Gli operai-attori portano lo spettacolo in Rai
◗
Sopra alcuni operai-attori della Radicifil nello studio con Magalli a destra, il gruppo pistoiese davanti alla sede della Rai "L'estate di Simone", nato nella Radicifil, alla trasmissione di Magalli
3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. «Quattro minuti di spettacolo e poi l'intervista con Giancarlo Magalli». «Anzi no, prima l'intervista e poi lo spettacolo». «Non c'è tempo: della recitazione basta un minuto, poi c'è l'intervista». «E il video? Già, c'è anche quello! allora prima il video, poi la recitazione, poi l'intervista». E così è stato. La compagnia teatrale dell'"Estate di Simone" racconta il quarto d'ora di diretta su Rai 2, andato in onda nei giorni scorsi. «Nei dieci minuti prima della diretta il programma è cambiato almeno una dozzina di volte - raccontano -, ma alla fine è andato tutto bene». Alfredo Bani, Marco Begliomini, Leonardo Mati e Simone Zini, i quattro operai-attori della Radicifil di Pistoia, sono stati ospiti della trasmissione "I Fatti Vostri" di Rai 2. Con loro, dietro le quinte, Marta Quilici e Lorenzo Gori de "Il Tirreno" e l'attore (e lavoratore precario) Manuel Sabatini che ha partecipato alle due ultime rappresentazioni dello spettacolo. Entusiasmo, soddisfazione, un po' di incredulità, ma anche un pizzico di orgoglio per essere stati chiamati dalla Rai per raccontare l'idea di mettere in piedi una rappresentazione teatrale. «Quello che ha incuriosito la Rai - spiegano - è stata la scelta di lottare per il diritto al lavoro attraverso il teatro e soprattutto il fatto che a recitare sono gli operai stessi. Ci sentivamo addosso una grossa responsabilità. Perché in tv non si parla spesso di questi argomenti e noi avevamo poco tempo, ma tante cose da dire. In parte ci siamo riusciti. Ci hanno detto che Magalli con noi ha "sforato" i tempi, ci ha dedicato più spazio del previsto: segno che siamo risultati interessanti». La compagnia ha prima dato un saggio in diretta dello spettacolo, poi i quattro operai-attori sono stati intervistati: «Quando ci ha paragonato a Full Monty abbiamo storto un po' il naso - raccontano - perché nel film lo facevano per soldi, noi invece si fa perché "ci girano le scatole" e vogliamo diffondere il più possibile il nostro messaggio». In un anno e mezzo l'"Estate di Simone" è andato in scena già otto volte. A Roma la compagnia è arrivata lunedì sera. La diretta del programma è fissata alle 11 di mattina, ma alle 10 l'agitazione era già alle stelle: Leonardo cammina da una parete all'altra del camerino e si ripete di continuo la parte. Alfredo pensa a cosa dire durante l'intervista: «Noi non rappresentiamo soltanto noi stessi, ma anche tutti coloro che lottano per il diritto al lavoro». Si apre la porta ed entra uno dei responsabili della produzione. Ci siamo. Le tute da lavoro sotto i riflettori iniziano a essere bollenti. Le telecamere si girano. Parte Leonardo che attacca con la prima battuta. Poi, l'intervista: «Tutto è iniziato quando, durante il presidio, Lorenzo e Marta, che erano in fabbrica come giornalisti, mi videro studiare il cinese - racconta Simone -: per scherzo dissi che se le fabbriche si trasferivano tutte in Cina, ci sarei andato anche io. Da quella battuta, iniziarono a scrivere la sceneggiatura». È stato Marco a chiudere l'intervista: «Finché le fabbriche chiuderanno - ha detto -, noi continueremo a salire sul palco». La diretta è visibile anche su www.rai.tv/dl/replaytv.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
