Il Tirreno

Pistoia

Il programma del candidato alla segreteria del Pd

Bruni: «Le nostre idee casa per casa»

Michele Galardini
Paolo Bruni
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Paolo Bruni

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 PISTOIA. Sarà Paolo Bruni il secondo candidato alla segreteria comunale del Partito Democratico che si contenderà la carica a Valentino Durante. Bruni è sostenuto dalle liste "Uniti con Bersani per il nuovo Ulivo" e "Lavoro, unità e democrazia" e da una parte dell'area franceschinana che fa riferimento a Caterina Bini, Federica Fratoni e Gianfranco Venturi.  Operaio della Breda dal 1982 e militante politico da 25 anni - partendo dal sindacato, passando per il Pci e infine al Pd, all'interno del quale ha ricevuto l'eredità e l'incarico di Agostino Fragai -, Bruni si rivolge, in primis, al mondo del lavoro proponendo l'apertura di un «tavolo di discussione sul tema entro febbraio. Una conferenza economica che faccia il punto sulla situazione drammatica nella quale versano molte famiglie e molti attori sociali e commerciali pistoiesi».  Fedele allo spirito del segretario Bersani, Bruni non si aspetta nessuna risoluzione immediata, nessuna ricetta miracolosa, ma un tavolo di dialogo aperto costantemente all'interno del partito e con i cittadini.  «Riscoprire qualcosa di vecchio come portare il messaggio politico di porta in porta, come ha ribadito Bersani, è fondamentale in questo momento, a patto che non si concentri nei soli periodo elettorali, ma durante tutto l'anno».  Nessun commento personale alla recente "rottura" interna al partito per la nomina a segretario provinciale e un breve commento sul suo "rivale" Durante. «Anch'io sono d'accordo nel dare spazio ai giovani, ma per giovani non possiamo intendere persone come me o lui, dobbiamo puntare su ragazzi di venticinque o trent'anni. Comunque, al di là dell'età, la cosa da rinnovare veramente dovrebbero esse l'atteggiamento generale di fare politica».  Lavoro, unità e democrazia, sono i tre valori che Bruni si fa carico di portare con sé al prossimo congresso, con particolare attenzione al ruolo dei circoli sul territorio.  «Sulla carta abbiamo moltissimi circoli, ma pochi di loro si riuniscono mensilmente o coinvolgono i soci delle decisioni. I circoli devono essere un punto nevralgico per lo scambio di informazioni e opinioni».

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