Sicurezza
«Vogliono creare qualcosa di unico»
T.G.
L'avvocato e amico Mencarelli: «Non esistono locali simili a Firenze»
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FIRENZE. «La loro voglia di creare qualcosa di unico mi ha prima colpito, e poi conquistato. Così ho capito che dovevo sostenere il progetto, abbiamo fatto squadra e deciso di muoverci su Firenze, dove ancora non esisteva un luogo dedicato all'Africa che fosse stato pensato sulla base di queste variabili». Alessandro Mencarelli, noto avvocato penalista e fotografo artista (curioso sarebbe chiedergli quale considera il principale dei suoi lavori) conclude la presentazione dell'avventura di African Sky dicendo: «Adesso tocca a loro, ma io continuerò a seguirli da vicino». Mencarelli ha conosciuto Alem e Million all'Exodus, grazie ad un amico dei due. «Un ragazzo senegalese di cui - spiega l'avvocato - avevo seguito la causa - Vendeva borse contraffatte, e per questo era finito in prigione. Quando ha scontato la pena, abbiamo realizzato insieme un servizio fotografico: lui e le sue borse immortalati sulla neve candida...». Innamorato della cucina di Alem e affascinato dall'idea dei coniugi eritrei di uno spazio da dedicare alla cultura africana, ha condiviso con loro il sogno di African Sky. «Lo pensiamo - dice Mencarelli - come un veicolo attraverso cui diffondere il dialogo tra chi è nato qui e chi è venuto a viverci». Ma per farlo, anche se dispiace ammetterlo, hanno intuito che era giusto spostarsi a Firenze. L'occasione giusta si è presentata quando lo chef Marco Stabile, patron de "L'ora d'aria" ha deciso di trasferirsi in via dei Georgofili, lasciando vuoto lo spazio di via Ghibellina. Non una via centralissima, ma abbastanza vicina al centro, ricca di storia, in uno dei quartieri più tipici della città, nei pressi del mercato rionale di Sant'Ambrogio. «Affrontiamo questa avventura - dice Mencarelli - con momenti di esaltazione e altri in cui siamo consapevoli delle indubbie difficoltà del progetto. Però siamo qui, siamo nell'oggi, e cerchiamo di parlare di un incontro tra culture - quella eritrea-etiope e quella italiana -, che non sono molto dissimili tra loro. Cerchiamo di farlo in maniera non stereotipata». Il locale è diviso in due sale: una principale, con tavoli e sedie all'occidentale, ricoperte di tessuti bianchi fatti venire dall'Africa da Alem. «Privi - specifica Mencarelli - di quei segni appesantiti, banalizzanti che si ritrovano in tanti ristoranti etnici». E una sala più piccola, collegata alla prima, dall'aspetto esotico. In questa sala si segue il rito africano della cena come momento di condivisione comune: seduti in cerchio i commensali mangiano, con le mani, da un unico grande piatto. Davanti alla sala principale si staglia un telo bianco, su cui verranno proiettate le immagini delle conferenze a tema sull'Africa. Le cene saranno accompagnate da musica dal vivo, rigorosamente afro. Per informazioni telefonare ai numeri 055/2477416 o 339/3427111, o visitare il sito www.africansky.it.
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