Il Tirreno

Pistoia

Località montane destinate a finire nell'oblio

Marcello Melani   sindaco di Sambuca
Marcello Melani
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Sembrerà strano che un sindaco di un comune come Sambuca senta la necessità d'intervenire su un problema che ci può riguardare solo parzialmente, ma non è così. La promozione turistica delle località montane, sia che riguardi il turismo verde che quello bianco, mi sta molto a cuore perché è una delle scommesse che abbiamo fatto all'inizio del mandato e non mi tornano i ragionamenti che stanno facendo il presidente della Regione Toscana, così come non quadrano le dichiarazioni del suo assessore.  Noi sambucani abbiamo da promuovere il nostro territorio e lo possiamo fare solo con una Apt presente capillarmente nella provincia e non entrando, con il cappello in mano, in un'Agenzia di promozione economica della Toscana, che certamente farà un buon lavoro a livello generale ma che trascurerà i territori che stanno emergendo, come quello sambucano, per quanto riguarda il turismo verde.  Il presidente Rossi forse non sa che le "Aziende" non esistono più dal 2000, ora le Apt sono "Agenzie". Il presidente parla di "consigli di amministrazione" ma anche questi non esistono più dal 2000. Ora ci sono i Comitati turistici di indirizzo. Parla anche di risparmi (13 milioni di euro) sui consigli di amministrazione senza sapere che i consigli di amministrazione non esistono più perché i Cti non costano un euro. I componenti non percepiscono alcun compenso o rimborso. I 13 milioni servono per gli affitti, il personale dipendente eccetera.  E delle sedi e del personale che vuol fare? Licenziarli tutti? Solo così potrà risparmiare i 13 milioni di uro. L'Apt pistoiese costa alla Regione Toscana 750.000 euro, dei quali 400mila per il personale. E chi farà promozione turistica bianca per Abetone? E chi farà promozione turistica verde per i comuni montani?  L'Agenzia di promozione a livello regionale promuoverà le solite località: Firenze, Siena, Pisa, la Versilia... Ed il resto della Toscana?  Ora, un'ultima riflessione sulla logica della riforma del 2000. La riforma spogliò la Regione del "potere" in materia di turismo con una legge confusa, che individuò tre soggetti, ognuno con le stesse competenze sui rispettivi territori, che si sovrapponevano: Province, Apt, Comuni. La stessa Regione ora fa marcia indietro e si riaccentrano le funzioni. Ma quale Regione aveva ragione, quella del 2000 o quella di ora? Credo che anche questo non crei un'immagine positiva della Regione e della classe dirigente che ne orienta le scelte.

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