Il Tirreno

Pistoia

Ciro Iannotta, 52 anni, di Casalguidi, da tessitore a venditore di tuberi per sopravvivere

Il dramma di un disoccupato

Beatrice Faragli
Ciro Iannotta, 52 anni, fino al 2009 ha lavorato in una tessitura
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Ciro Iannotta, 52 anni, fino al 2009 ha lavorato in una tessitura

L'azienda pratese dove lavorava ha chiuso nel 2009

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 CASALGUIDI. Troppo giovani per la pensione e troppo vecchi per imparare un nuovo mestiere: è l'incubo di chi perde il lavoro a cinquant' anni.  Ciro Iannotta dopo più di tre decenni spesi nel tessile pratese c'ha provato in tutti i modi a ricominciare da capo. Un anno e mezzo alla ricerca di un posto, uno qualsiasi, che non è mai arrivato. Mesi e mesi tra centri per l'impiego, agenzie di lavoro interinale e qualche selezione qua e là non hanno portato a niente. Solo amarezza.  Da responsabile del lavaggio nella "Verde maglia" oggi il 52enne di Casalguidi, un cittadino come tanti, vende patate. Col suo furgoncino itinerante, un Nissan trade ormai arrivato al copolinea e per giunta prestato da un amico, lo Iannotta si è dovuto reinventare venditore di tuberi e, prima ancora, di ciliege.  Un uomo che vive la crisi del tessile e ne paga appieno le conseguenze. La ditta ha chiuso nel febbraio del 2009 lasciando a casa 16 operai. Da lì è stato tutto un percorso di affanni e speranze mancate. A niente sono servite la patente "c" e il patentino per guidare il muletto presi nei primi tempi di disoccupazione.  Con gli ammortizzatori sociali finiti a giugno Ciro Iannotta ha tentato l'unica strada possibile. Ha preso una licenza d'ambulante e si è messo sulla strada. «E' un anno e mezzo che ogni settimana guardo tutte le inserzioni. Ho fatto più di mille domande ma niente» spiega.  L'ultimo tentativo 15 giorni fa con ben 5 richieste compilate in un giorno solo. Portiere, guardiano di notte e magazziniere, tutti lavori su cui non è arrivata nemmeno una risposta. «Bisogna che ti ricicli», gli hanno consigliato nei tanti centri per l'impiego a cui si è rivolto, e così ha fatto.  Ma la vita da ambulante non basta per risolvere i problemi, ci vuole un lavoro diverso o almeno un posto fisso dove poter mettere il camion e vendere roba. Trovare una piazzola su cui insediarsi però sembra un'impresa impossibile sia a Quarrata che a Pistoia.  Un mutuo da pagare sospeso fino a maggio, interessi che galoppano, telefono staccato e bolletta del gas da saldare: il peso della quotidianità è quasi insostenibile. «Non ho mai perso un giorno di lavoro - spiega -, ma quando stai un anno e mezzo senza lavorare cominci a diventare un vagabondo anche per la gente che ti circonda». In casa con moglie, figlio, nuora e nipotino aggiunge: «È impossibile tramite un foglio compilato trovare un lavoro. Quando leggono che ho 52 anni e son sempre stato nel tessile mi dici come fanno a prendermi per fare l'autista?».

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