Il Tirreno

Pistoia

SCORIE NUCLEARI

Scelta irresponsabile

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 Apprendiamo dall'organo di stampa della Confindustria, notoriamente attendibile e bene informato, che la società incaricata dal governo ha individuato sul territorio nazionale 52 siti adatti allo stoccaggio temporaneo delle scorie nucleari, quelle che produrranno le future centrali italiane. Questi siti sono prevalentemente collocati in Puglia, Lazio e Toscana, dove ne viene individuato uno anche in provincia di Pistoia, oltre il Montalbano verso il Padule. A parte ogni altra considerazione, è bene riflettere sul fatto che le scorie non sono solamente il combustibile esaurito ma l'enorme quantità di materiale che viene contaminato dalle radiazioni, cioè i materiali utilizzati per il funzionamento della centrale ed il reattore stesso, che a fine ciclo andrà smantellato. Nessun paese ha ancora trovato una soluzione sicura al problema delle scorie, che devono essere custodite per tempi che possono raggiungere le centinaia di migliaia di anni. Si sono sviluppati invece traffici illegali per lo smaltimento nei paesi del Terzo mondo, con un criminale risparmio sui costi e conseguenze sanitarie ed ambientali facilmente prevedibili. In Italia i pur limitati programmi nucleari del passato hanno lasciato in eredità quattro centrali da smantellare, grandi quantità di fusti con scorie radioattive provvisoriamente collocati all'interno delle centrali o inviati all'estero, con spese da capogiro per la custodia e gli affitti. Questa situazione costituisce, oltre che un costo enorme, un rischio permanente per l'ambiente e la salute. La Germania è alle prese con il sito in Sassonia, prima ritenuto sicuro e definitivo ma che oggi deve essere svuotato, con costi tali da incidere sul bilancio statale. La Francia ha una situazione drammatica, con siti contaminati diffusi in gran parte del paese. Nell'interesse generale sarebbe logico risolvere questi problemi, prima di prendere in considerazione la realizzazione di nuove centrali ed i problemi ad esse connessi. Pensare ai siti dove stoccare temporaneamente il prodotto delle centrali che ancora non esistono senza aver prima risolto i problemi di quelle chiuse da anni, pare davvero una leggerezza insopportabile ed irresponsabile. Mauro Chessa Coordinamento per il no al nucleare della Toscana

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di Redazione Pisa