La raccolta separata non abita qui
Francesco Albonetti
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Sacchetti lasciati fuori dalla porta in vicolo della Posta Vecchia Nessun comune pistoiese fra i 55 toscani over 45% di differenziata
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PISTOIA. Sul fronte della raccolta differenziata i comuni della nostra provincia hanno ancora molto da lavorare. Lo dicono i dati pubblicati ieri dalla Regione, relativi al 2009: neppure un comune pistoiese figura fra i 55 toscani che hanno superato l'obiettivo del 45% di raccolta separata sul totale dei rifiuti raccolti. Solo Massa e Cozzile si avvicina a quella percentuale, col 44,93%. Ben dietro si trova Pistoia che, nonostante nel 2009 avesse già iniziato la prima esperienza di "porta a porta" nel centro storico, si ferma al 36,92%. In termini assoluti di rifiuti differenziati, la provincia di Pistoia si trova al quart'ultimo posto in Toscana, con 196 chili pro-capite all'anno. Peggio di noi, fanno solo Arezzo (182 chili), Massa Carrara (186) e Grosseto (195 chili). La provincia più virtuosa è Lucca, 302 chili, mentre la media toscana è di 237 chili di rifiuti differenziati in un anno. Questa arretratezza rispetto agli obiettivi posti a livello toscano, nazionale ed europeo, non dipendono dalle società di raccolta. Salta all'occhio il caso di Montespertoli, gestito da Publiambiente come Pistoia e molti altri comuni della provincia: col 91,65% di raccolta differenziata, il comune della Valdelsa si pone al primo posto assoluto in Toscana, con percentuale pressocché doppia rispetto alla media della nostra provincia. «Il problema è legato al sistema di raccolta - dice Enrico Innocenti, direttore di Publiambiente - In quei comuni dove il Porta a porta funziona già da qualche anno su tutto il territorio, la separazione balza subito in alto. Dove invece vige ancora il sistema a cassonetto stradale, nella migliore delle ipotesi si riesce ad arrivare al 45%. Il dato è automatico, anche se ci vuole del tempo, soprattutto nelle città dove il Porta a porta è più difficile da gestire. Ora stiamo partendo con Empoli. Noi abbiamo ormai sposato questo sistema e vorremmo gradualmente estenderlo su tutto il territorio. Quest'anno c'è già un miglioramento su Larciano e Lamporecchio, dove stiamo sperimentando il Porta a porta, ma dai dati non si vede perché sono del 2009». Insomma, dove il Porta a porta funziona sulla totalità del territorio, la raccolta differenziata arriva automaticamente a percentuali "bulgare", mentre si fa fatica a raggiungerle dove, giocoforza, si è costretti a sperimentare una zona per volta, come a Pistoia. «Io credo che i primi risultati concreti li vedremo nel 2011», aggiunge Innocenti. I problemi del Porta a porta sono legati all'abitudine delle famiglie ma soprattutto ai costi: «E' un sistema indubbiamente più dispendioso per i Comuni, anche se le economie vengono fuori col tempo». E' all'ordine del giorno il costo elevato dei sacchetti e dei contenitori differenziati, ma c'è poi anche quello del personale che deve intervenire più volte e in modo capillare rispetto al caricamento e svuotamento tradizionale dei cassonetti.
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