Gioco
Progetti approvati ma mai ritirati dagli uffici comunali per iniziare la costruzione
La crisi congela l'edilizia privata oneri di urbanizzazione dimezzati
Beatrice Faragli
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Lassessore al bilancio Patrizio Eugenio Mungai 2 MINUTI DI LETTURA
CASALGUIDI. Oneri di urbanizzazione come indice di una crisi che attanaglia tutti: imprenditori edili, giovani coppie in cerca della prima casa e Comuni. Serravalle purtroppo non fa eccezione a questo clima di malessere, i permessi per costruire restano fermi negli uffici pubblici e gli introiti ottenuti dalle concessioni colano a picco. In una sola annata sono quasi dimezzati. Si passa dai 782mila euro del 2008 ai 453mila del 2009. «Mancano gli investimenti veri e propri - spiega il vicesindaco Mungai - non c'è chi costruisce il lotto da 20 appartamenti ad esempio. Magari ci sono privati che chiedono permessi per una casa, ma niente di più». Anche per il 2010 stessa tendenza: 450mila euro incassati fino ad ora, con una previsione per la fine dell'anno di 638 mila. Bisogna anche dire che l'amministrazione comunale aveva inizialmente ipotizzato, o più che altro sperato, di tornare alle cifre di un tempo, del pre-crisi per intendersi. Il 2010 non ha certo portato a una ripresa dell'imprenditoria edile sul territorio. Parte della somma prevista arriva dalle rate di case e lotti già costruiti, mattoni cioè degli anni passati che quindi non fanno testo sullo stato attuale del mercato. La previsione poi è affidata anche ad introiti "una tantum". E' il caso del complesso delle Rocchine, zona in cui la costruzione procede e, secondo il vicesindaco, sarebbe addirittura "attivissima". Sui tempi di riscossione, però, è tutto da vedere, non si sa cioè se gli introiti portati dagli oneri di urbanizzazione per quest'area rientreranno nel bilancio 2010 o slitteranno al 2011, con la conseguente previsione dei 630mila euro destinata a crollare. La crisi è dimostrata anche da un altro dato: nel 2009/2010 una decina di permessi sono rimasti a prendere polvere negli uffici: il progetto viene approvato ma la concessione ottenuta non viene ritirata, si rinuncia all'investimento perché, pur essendoci l'intenzione, manca tutto il resto. «Non ci sono soldi ma soprattutto non ci sono compratori. Molti appartamenti nuovi di zecca restano invenduti».
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