Il Tirreno

Pistoia

TRASPORTO PUBBLICO NEL CAOS

Assessori responsabili, Del Santo non dovrebbe essere il solo a dimettersi

Patrizio La Pietra   consigliere provinciale Pdl

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Se è pur vero che Del Santo abbia grosse responsabilità sulla situazione creatasi nei trasporti, è altrettanto vero che la politica, in particolare gli assessori ai trasporti della Provincia e dei Comuni sono i veri responsabili del disastro del trasporto pubblico locale.  Andando per gradi, possiamo dire che da subito abbiamo denunciato il fatto (e non eravamo soli, ricordo anche le critiche delle organizzazioni sindacali) che il progetto Pum, con le rivisitazioni delle direttrici nord-sud e il doppio capolinea, non erano funzionali.  Non siamo stati presi in considerazione, anzi dall'assessore provinciale Cardelli, ma anche dal sindaco Berti, è stato detto che il progetto non poteva essere mutato, nonostante fossero consapevoli che senza un minimo di corsie preferenziali non avrebbe potuto minimamente funzionare.  Ricordo anche la questione da me sollevata sui fondi stanziati da Comuni e Provincia per l'attuazione del Pum, che non ha visto nessun miglioramento infrastrutturale.  Ma c'è di più: le organizzazioni sindacali provinciali di categoria si mobilitarono per sensibilizzare gli enti preposti facendo pervenire loro delle modifiche utili a evitare questo disastro, fra cui l'ipotesi di dare al personale di Copit la possibilità di fare gli ausiliari al traffico per rendere le poche corsie preferenziali libere dalle auto in sosta e aumentare la velocità commerciale dei mezzi pubblici. Ma tutto ciò è rimasto inascoltato.  La Provincia non è stata capace di coordinare i 2 assessorati (trasporti e pubblica istruzione) per fare in modo di dare a Copit e Lazzi gli orari certi delle uscite delle scuole e almeno un numero indicativo degli studenti, per organizzare servizi mirati.  Credo che per la vicenda di Del Santo spetti alla magistratura decidere, ma politicamente va fatta un'altra riflessione.  L'assessore Cardelli sbandiera da tempo i tagli (che ancora non ci sono e non sono quantificati) da parte del governo: viene spontaneo domandarsi perché vista la situazione di emergenza non si adopera a trovare soluzioni per sanare questo caos?  Perché non chiedere se assieme al maggior azionario di Copit (Berti) non si decidono ad abbandonare l'idea Ctt, che ad oggi ha prodotto più costi che altro per l'azienda pistoiese? Si potrebbero, per dirne una, risparmiare circa 240.000 euro solo di affitto annuo. Oppure per interessi politici si vuol continuare a far indebitare Copit Per poi cederla ai soci privati di Ctt quattro soldi?  Aspetto comunque con ansia la risposta dell'assessore Cardelli all'interrogazione presentata durante l'ultimo consiglio provinciale. Perché la Provincia di Pistoia ha tagliato nel 2009 circa 500.000 chilometri dal servizio minimo stabilito dalla Regione Toscana pur continuando ad incassare (e pagare) i finanziamenti per un servizio diverso?  Se non ci saranno risposte certe e soddisfacenti, Del Santo non dovrebbe essere il solo a dimettersi.

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di Redazione web