Sicurezza
Tasse congelate e potenziamento dei fidi
La Cna plaude all'impegno della Regione a favore delle piccole imprese
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PISTOIA. Nessun aumento delle tasse sulle imprese, sostegno all'innovazione e potenziamento dei Confidi. Su questi tre punti la Regione Toscana si è impegnata a lavorare nei prossimi 4 anni suscitando commenti positivi da parte degli imprenditori, riuniti Firenze per parlare di "Piccole Imprese e Made in Italy". Al convegno, organizzato da Cna Toscana, ha partecipato una numerosa rappresentanza dei della Cna di Pistoia. Il presidente Aldo Piantini ha espresso soddisfazione rispetto all'intervento dell'assessore regionale alle Attività produttive, Gianfranco Simoncini. «Apprezziamo molto l'impegno della Regione di non aumentare la pressione fiscale sulle imprese nei prossimi anni. Il sistema delle imprese toscane ha, infatti, bisogno di recuperare competitività per risollevarsi dalla crisi e non potrebbe sopportare un ulteriore aumento di una tassazione che già adesso è molto penalizzante. Basti pensare che oggi un dipendente, in termini reali, costa alle aziende ben il 127% in più di quanto percepisce in busta paga. E questo è penalizzante per le imprese e drammatico per il dipendente stesso». Il presidente della Cna reputa importante anche l'intervento sul credito di cui ha parlato l'assessore Simoncini. «Accogliamo con favore la proposta di costituire un tavolo di confronto con le associazioni per costruire un sistema di interventi che tenga conto di tutte le situazioni aziendali. Da un lato occorre sostenere il sistema dei Confidi, che rappresenta in molti casi lo strumento principale se non esclusivo di accesso al credito da parte delle piccole e micro imprese. Dall'altro, occorre incentivare chi investe in innovazione e vuole aprirsi a nuovi mercati. Ovviamente senza dimenticare che molte aziende hanno un grosso problema di liquidità». C'è anche una novità fra le proposte della Toscana, quella cioè di potenziare la formazione agli imprenditori, fino ad oggi del tutto marginale rispetto all'effettivo fabbisogno. «Da tempo la nostra associazione sta cercando di accrescere la cultura imprenditoriale degli associati - prosegue Piantini - perché riteniamo che le complessità del quadro economico attuale richieda imprenditori sempre più formati e consapevoli rispetto alle dinamiche che regolano i mercati. Pertanto siamo disponibili fin da subito a collaborare con la Regione per individuare le priorità e gli strumenti più adatti per fare una formazione che davvero sia utile alle imprese». Al convegno era presente anche Pietro Celi, direttore generale del ministero Attività produttive, che ha fatto un resoconto sugli interventi fatti dal governo negli ultimi anni. «Non siamo per niente soddisfatti e ci sembra che il Paese sia fermo su discussioni di scarso interesse mentre i problemi dell'economia vengono ignorati - commenta Piantini - Non è possibile che l'Italia non abbia un ministro dello Sviluppo economico e che, di fatto, non abbia una politica industriale degna di tale nome. E' inaccettabile che all'artigianato, che rappresenta oltre il 99% delle imprese, sia dedicato solo lo 0,9% degli incentivi pubblici erogati in totale».
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