Il Tirreno

Pistoia

Soldi con il contagocce lavori a rilento nei paesi più colpiti dalle frane

Michele Galardini
A sinistra il sindaco Berti e l’assessore Mario Tuci sul cantiere di Pracchia
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A sinistra il sindaco Berti e l’assessore Mario Tuci sul cantiere di Pracchia

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 PISTOIA. Qual è lo stato dei lavori successivi alle frane che lo scorso dicembre colpirono molte zone della montagna pistoiese? Uno scrittore direbbe che abbiamo passato la mezzanotte, siamo già nel giorno a venire ma la luce dell'alba non è ancora prossima ad illuminare la valle. Colpa dei molti tagli che hanno colpito gli interventi di somma urgenza prima e, in modo ancor più pesante, i lavori di riassestamento poi. Basti pensare che dalla prima richiesta di fondi avanzata dall'amministrazione alla Regione Toscana per la frana di Pracchia, pari a 1,2 milioni di euro, si è quasi subito scesi a 800mila euro. Soldi che vengono centellinati giorno per giorno e che fino ad oggi hanno permesso la pulizia sommaria della zona, l'installazione della prima parte del terrazzamento realizzato con tronchi di legno che andrà poi a formare la nuova viabilità superiore.  Il clima e la scarsità di fondi non permettono di fare previsioni precise sulla data di consegna di lavori, ma il vicesindaco Mario Tuci - impegnato ieri, assieme al sindaco, in un sopralluogo nelle località montane più colpite del territorio comunale pistoiese - ha confermato che entro fine anno sarà terminato il nuovo ponte, permettendo alla famiglia Cipriani di tornare nella sua casa.  «Il ponte sarà realizzato in legno e Fertan, sarà largo 6,6 metri e lungo 20, per permettere non solo un buon accesso all'abitazione, ma anche per permettere ai mezzi di raggiungere facilmente la sorgente dell'acquedotto».  A distanza di nove mesi il signor Oliviero, assieme alla moglie, è ancora ospite del nipote, a pochi metri dalla sua vecchia abitazione, della quale sente sempre più la mancanza. «Dategli una spinta a questi lavori!» dice rivolto a Mario Tuci e al sindaco Renzo Berti, giunti in visita.  Di tappa in tappa, attraverso le zone colpite dalla frana, la situazione è quantomeno stabile. Angelo Biagini, funzionario della Protezione civile, che ha seguito i lavori fin dalla prima emergenza, tira ancora in ballo la mancanza di finanziamenti che «ci obbliga a selezionare con estrema precisione gli interventi più importanti, tenendo da parte, per ora, gli interventi successivi di riqualificazione che interessano l'aspetto estetico e ambientale delle zone. Per Pracchia abbiamo completato la messa in sicurezza e abbiamo avviato i lavori sulla viabilità. Purtroppo stiamo aspettando dalla Regione un contributo di circa 450mila euro».  Sugli otto interventi richiesti ne sono stati finanziati solo quattro: Pracchia, Villa di Baggio, San Mommè e Le Piagge.  «Il progetto per la nuova viabilità che - spiega Biagini - poggerà sul ripristino della frana, è già stato approvato».  La situazione appare un po' diversa a Orsigna. Accolti da alcuni abitanti del paese, fra cui Folco Terzani, il sindaco e gli assessori hanno prima visitato lo stato del piccolo sentiero duramente colpito lo scorso inverno, per poi ritrovarsi nella piazza. Gli umori fra amministrazione e paesani sono però discordi. Secondo il sindaco Berti «i lavori procedono sia per le frane che per tutta la viabilità ordinaria, vero problema di tutto il territorio pistoiese che qui in montagna si fa sentire maggiormente. Abbiamo stanziato, inoltre, risorse alla Circoscrizione 3 affinché migliori il campo di calcio, come richiesto da molte persone. Il problema è la mancanza di soldi. Al momento della frana chiedemmo un intervento da 10 milioni di euro e fino ad oggi abbiamo avuto molte promesse verbali ma pochissime scritte. Per fortuna in questi paesi c'è un senso di socialità fortissimo che permette di superare le difficoltà».  Lo stesso senso di comunità viene evocato dai paesani ma con significati opposti. Per tre di loro, Giuseppina Mori, Mario Sabatini e Aldo Venturi, «i lavori sono stati efficienti all'inizio, poi ci hanno dimenticati. Ci aiutiamo parecchio da noi e in molti casi non siamo stati nemmeno risarciti per le perdite materiali. Si comportano con troppa leggerezza».  

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di Redazione web