Il Tirreno

Pistoia

Ritardi e indirizzi non trovati, la sperimentazione con il Gruppo InPosta non dà i risultati sperati

Privati? No, grazie, meglio le Poste

Beatrice Faragli

Tariffe più basse dalla concorrenza, ma il Comune torna all'antico

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 QUARRATA. Il Comune torna completamente nelle mani delle care vecchie Poste Italiane. Il banco di prova per la concorrenza non ha funzionato. Ritardi e indirizzi mai trovati: il rapporto tra Gruppo InPosta spa e la macchina burocratica locale è durato giusto il tempo di un'estate.  L'intenzione in fondo era piena di buoni propositi, primo fra tutti l'egregio tentativo da parte dell'ente pubblico quarratino di risparmiare sui francobolli. Tariffe più basse quindi che avrebbero portato un vantaggio alle tasche comunali senza rinunciare all'efficienza. Niente di tutto questo però sembra essersi realizzato appieno e l'amministrazione, adesso, fa marcia indietro.  «Per ora solo Poste Italiane» assicurano dagli uffici competenti. Spesso criticato, ammonito e bistrattato il più longevo dei servizi per la distribuzione di lettere e avvisi torna oggi ad avere il monopolio sulle buste che escono dal palazzo.  La sperimentazione, l'affiancamento ciò di una nuova ditta concorrenziale alla classica Spa italiana di portalettere, sta finendo proprio in questi giorni con un bilancio tutt'altro che positivo. L'incarico a InPosta era stato affidato appena lo scorso marzo con un servizio mirato agli invii tramite posta prioritaria. In alcuni casi però i 3 giorni garantiti per contratto sono diventati addirittura 10. Ad aggravare le cose ci s'è messa anche la natura del rapporto che non contempla alcuna applicazione di penali davanti allo sgarro temporale, nemmeno se si supera la linea di confine di una settimana intera.  Gli uffici comunali sono stati i primi a lamentarsi dei ritardi, denunciando problemi e disguidi non certo da poco. Tutto questo ha indotto il Comune alla scelta: abbandonare il libero mercato e rifugiarsi totalmente nelle già rodate Poste Italiane. Certo anche qui i difetti non mancano ma davanti ai clamorosi errori della concorrenza si accettano anche quelli.  Le cose sono addirittura peggiorate con l' esperimento partito a giugno, l'affido cioè delle raccomandate oltre che della posta prioritaria alla nuova società ingaggiata. L'incarico però è durato appena 3 settimane. Sulle missive "A/R" infatti non si scherza, sono comunicazioni importanti che devono arrivare per tempo.  L'intoppo probabilmente è molto elementare: i postini di Poste Italiane conoscono a menadito il territorio quarratino, gli altri ancora no. E' capitato ad esempio di avere, durante i mesi di servizio condiviso, del reso (buste che tornano indietro) non giustificato, «sarebbe bastato suonare un campanello in più per consegnare gli avvisi» spiegano dagli uffici comunali. Prezzi bassi quindi ma anche servizio inadeguato. E allora si cambia strada o, per meglio dire, si ritorna al passato.

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