Attenzione
Le italiane tornano a fare le colf
Francesco Albonetti
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Badanti portano a passeggio gli assistiti. A sinistra Luisella Brotini La Cgil: «Con la crisi non è più un mestiere solo per immigrate»
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PISTOIA. Mentre è ancora in corso l'operazione emersione di colf e badanti immigrate, in provincia si assiste ad un progressivo riaffacciarsi delle donne italiane a questo tipo di lavori. Lo afferma la Filcams-Cgil, che attende di confrontare i dati parziali diffusi nei giorni scorsi dal ministero dell'Interno in un incontro che si terrà la prossima settimana. Da questi dati viene fuori che a Pistoia sono state regolarizzate 640 badanti straniere a fronte di 802 domande. La percentuale è, quindi, del 79,8% di regolarizzazioni. Dati, comunque, ancora parziali. Un'operazione che procede faticosamente in Toscana, nella quale però Pistoia si posiziona a metà classifica per numero di richieste evase. E' messa molto peggio il capoluogo di regione: a Firenze sono ancora ferme in prefettura quasi la metà delle domande (pratiche evase 52,75%). Seguono Pisa (54,92%), Massa Carrara (68,99%) e Prato (73,34%). Pistoia è quindi al quinto posto, mentre hanno fatto meglio Lucca (81,14% di contratti firmati), Arezzo (86,20%), Siena (87,78%) e Grosseto (89,51%). La città con più domande è Firenze (5.501), seguita da Pisa (2.509) e Prato (1.722). Solo 572 le richieste in provincia di Grosseto. «Mercoledì prossimo avremo un incontro per discuterne e dopo quell'occasione saremo in grado di verificare a che punto siamo con le regolarizzazione - dice Luisella Brotini, segretaria della Filcams Cgil - Quello che possiamo dire è che, con la crisi economica che ha così duramente colpito l'occupazione femminile nella nostra provincia, stanno tornando le italiane, mentre fino a qualche tempo fa i lavori di colf e badanti erano delegati alle straniere, salvo eccezioni. Le donne che si rivolgono a noi sono interessate a un lavoro contrattualizzato, ma questo non significa che non ci sia lavoro nero, in questo settore sempre diffuso. L'entità del fenomeno la vedremo e la capiremo più avanti». La chiamata delle colf e badanti straniere avviene attraverso gli Sportelli unici per l'immigrazione delle prefetture. In pratica, viene stipulato un contratto che regolarizza la posizione occupazionale e, al tempo stesso, vale come contratto di soggiorno. Secondo la legge 102 del 2009, possono essere regolarizzati i lavoratori impiegati da almeno tre mesi alla data del 30 giugno 2009 come collaboratori domestici o assistenti familiari di persona affetta da patologie o handicap che ne limitano l'autosufficienza. Ciascun nucleo familiare poteva regolarizzare al massimo un collaboratore familiare e due badanti. Nella dichiarazione di emersione i datori di lavoro dovevano indicare gli estremi della ricevuta di pagamento del contributo forfetario di 500 euro per ciascun lavoratore e segnalare il possesso di un reddito non inferiore a 20mila euro annui (25mila se a percepire il reddito sono più soggetti in famiglia). Per le badanti non sono previsti limiti di reddito. Lo Sportello unico per l'immigrazione verifica l'ammissibilità della dichiarazione del datore di lavoro e convoca le due parti. Con loro, arriva a stipulare il contratto di soggiorno e accoglie la richiesta del permesso di soggiorno per lavoro subordinato. Non è ancora finita, perché al datore spetta anche la presentazione, pena l'innammissibilità della dichiarazione di emersione, una certificazione che attesti la limitazione dell'autosufficienza del parente per il quale viene richiesta l'assistenza. L'attestazione viene rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato. Ultimo onere: entro 24 ore dalla data della stipulazione del contratto di soggiorno, il datore di lavoro deve effettuare la comunicazione obbligatoria di assunzione all'Inps.
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