Il Tirreno

Pistoia

Aci, rinnovamento ma solo a metà

Alberto Vivarelli
Sulla sinistra Antonio Vittorio durante una premiazione a Celina Seghi
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Sulla sinistra Antonio Vittorio durante una premiazione a Celina Seghi

Ex direttore contesta la permanenza dei vecchi sindaci revisori

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 PISTOIA. Il 16 dicembre prossimo si chiuderà la fase commissariale del dottor Antonio Recchioni e l'Aci provinciale avrà un nuovo governo. Al commissariamento, ricordiamo, si era arrivati al termine di polemiche violentissime sulla gestione del consiglio d'amministrazione eletto nel 2007 seguite alla clamorosa contestazione del settore sportivo.  Uno dei principali accusatori del "sistema" fu il dottor Antonio Vittorio, già direttore e poi vicepresidente dell'Aci, che dalle pagine del "Tirreno" sollevò il coperchio di una situazione gravissima.  Rinnovamento, dunque, ma solo a metà. Le elezioni, infatti, riguarderanno il consiglio d'amministrazione ma non il collegio dei sindaci revisori che rimarrà in carica fino alla scadenza naturale, cioè maggio 2011. Perché i sindaci revisori non hanno seguito il percorso del Cda? Lo abbiamo chiesto proprio al dottor Vittorio, che non aveva risparmiato critiche al collegio.  «Davo per scontato che le elezioni avrebbero riguardato anche i revisori. È inconcepibile. I sindaci hanno avuto un ruolo importante nei problemi che si sono verificati nell'Aci: il loro presidente era consulente della società AciPistoia Servizi. Sarebbe stato opportuno mettere in condizioni il nuovo consiglio, di affrontare e risolvere i problemi senza l'imbarazzo di dover convivere, sia pure per alcuni mesi, con i revisori del vecchio consiglio. Sia chiaro, le difformità di vedute niente hanno a che vedere con i rapporti personali; l'ex presidente dell'Aci Alberto Marini e il presidente del Collegio dei sindaci revisori Vittorio Nardini sono amici, e tali continuo a considerarli».  Dopo questa battaglia, lei si candida?  «A dire il vero, avevo contattato persone di alto livello morale e professionale per formare una lista sia per il Cda che per il collegio dei revisori, ma vista la decisione del commissario ho deciso di rinunciare, e per questo mi scuso con le persone contattate. Il commissario ha auspicato che "non si candidino persone che hanno portato al commissariamento", mi chiedo perché lo stesso auspicio non lo abbia concretizzato nei confronti dei revisori dei conti. Per quanto mi riguarda, ho lavorato sempre e soltanto per il bene dell'ente, per cui la decisione di ritirarmi non ha alcun riferimento all'auspicio del commissario».  Il dottor Recchioni ha parlato di forte dissidio tra le diverse anime del consiglio direttivo, ma non è entrato nei particolari. Lei conosce la natura dei dissidi?  «Il principale motivo di questi dissidi è nato da una diversa concezione dei compiti delle società dell'ente, e in particolare dalla costituzione della società "Iniziative", con la creazione di un nuovo, costoso quanto inutile consiglio d'amministrazione e di un amministratore delegato. A questo proposito vorrei che il commissario informasse soci e città su due questioni. Dopo la chiusura di "Iniziative", sia l'ex presidente Marini che l'attuale direttore hanno dichiarato che quell'operazione era stata fatta per abbattere le spese: cosa è stato fatto per tentare di recuperare i danni economici procurati all'ente dalla società "Iniziative"? E ancora. Considerato che le società dovrebbero avere solo lo scopo di consentire all'ente l'assunzione del personale necessario, lasciando agli organi statutari dell'Ac il potere di organizzare le strutture e tutti i servizi, cosa è stato fatto per ridimensionare "AciPistoia servizi" al fine di ottenere considerevoli risparmi? Tanto più che ritengo che il commissario abbia accertato se le società abbiano creato nuovi servizi per i soci oppure abbiano soltanto gestito servizi già istituiti dall'Ac occupandosi principalmente di proporre operazioni commerciali, quali la vendita dei distributori di carburante e la costruzione di un albergo. I soci dovrebbero anche essere informati di cosa è stato fatto per riparare al mancato rispetto dell'articolo 64 dello statuto dell'ente, che vieta ai revisori dei conti il conferimento di incarichi da parte dell'Ac. In virtù di questo articolo, dunque, il presidente dei sindaci revisori non avrebbe potuto svolgere le funzioni di revisore né di consulente di AciPistoia servizi».  Un'ispezione del 2008 della sede centrale non ha rilevato irregolarità nella gestione dell'ente.  «Non è una giustificazione il fatto che l'ispezione effettuata nel 2008 abbia avuto esito positivo. Sarebbe stato necessario vedere quanto, questa ispezione sia stata approfondita, dal momento che è impensabile che tutto, come ad esempio la doppia veste del presidente dei revisori dell'ente con quella di consulente di AciPistoia, sia da considerare regolare».  Quindi, cosa avrebbe dovuto fare il commissario Recchioni?  «Se tutti i problemi a cui ho accennato fossero ancora insoluti, il commissario avrebbe dovuto rimanere in carica fino a maggio 2011 per risolvere gli stessi e solo allora indire le elezioni per il rinnovo del consiglio e del collegio dei sindaci revisori. Vorrei ricordare che queste sono domande che qualsiasi socio, che ogni anno paga la quota, ha diritto di rivolgere agli amministratori, in questo caso al commissario straordinario che è dotato di ampi poteri; così ampi che gli hanno consentito di approvare il bilancio 2008 senza l'intervento dell'assemblea dei soci, ma evidentemente non abbastanza ampi per risolvere il problema dei vecchi revisori dei conti ed evitare una situazione a dir poco imbarazzante».  Lei ha annunciato il ritiro dalla competizione elettorale ma continua a manifestare un'altissima attenzione ai problemi dell'Aci Pistoia. Se non ha mire, perché si accanisce così?  «Sono tenacemente attaccato all'ente che ho diretto per venti anni. Adesso spero che le elezioni esprimano un consiglio che sappia riportare l'ente ai vecchi splendori. I soci hanno diritto ai servizi e non alla creazione di carrozzoni».  Chi ha portato l'Ac in questa situazione potrebbe ripresentarsi, magari per interposte persone, senza metterci la propria faccia? In questo senso ci sente già qualche rumors.  «Mi auguro davvero che gli auspici del commissario, e cioè che le persone che hanno portato al commissariamento non siano tra i candidati, si realizzino pienamente, altrimenti questi mesi di commissariamento risulterebbero inutili».

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