Il Tirreno

Pistoia

Raid a Casa Pound nuove testimonianze per verificare le accuse

Antagonisti di sinistra davanti al tribunale di Pistoia ieri mattina durante il processo
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Antagonisti di sinistra davanti al tribunale di Pistoia ieri mattina durante il processo

Slitta ancora la sentenza del processo agli antagonisti gli imputati ribadiscono la tesi della montatura

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 PISTOIA. Slitta ancora la sentenza del processo per il raid nella sede di Casapound, che vede alla sbarra, davanti al tribunale di Pistoia sei antagonisti di sinistra. Sono state proprio le dichiarazioni spontanee degli imputati, rese ieri mattina al termine del dibattimento, a spingere i giudici, per verificarne la fondatezza, a convocare altri testimoni. La tesi degli imputati, sostenuta anche in un dossier da loro diffuso su internet, è, infatti, quella che li vedrebbe vittime di una montatura portata avanti anche con testimonianze concordate.  Tra queste ci sarebbe secondo loro anche quella resa dal pizzaiolo Marco Lucarelli (ritenuto amico e frequentatore dei soci del circolo, e perciò inattendibile), che aveva testimoniato nel processo raccontando di come, subito dopo il raid, avesse visto passare in strada (mentre stava aiutando a portare via da una casa vicina una stufa a legna) un gruppo di una ventina di persone che, correndo, arrivava dalla direzione della sede di Casa Pound. Tra di loro aveva riconosciuto alcuni degli imputati.  Ciò che ieri gli antagonisti hanno contestato in aula è il fatto che, interpellato dai giornalisti in cerca di testimonianze da pubblicare poco dopo il raid, Lucarelli avrebbe invece negato di aver visto o sentito alcunché. Per avere conferma di tale circostanza, il tribunale ha perciò chiamato a deporre il fotografo del Tirreno, che ha confermato come Lucarelli abbia, in effetti, detto di non aver visto nulla. Lucarelli, chiamato nuovamente a deporre, ha invece sostenuto di non essere mai stato interpellato dai giornalisti e di aver al contrario subito raccontato alla polizia (in questura) di aver visto quel gruppo che scappava.  I giudici hanno quindi chiamato a testimoniare l'anziano che, quel pomeriggio, Lucarelli, assieme al proprio aiutante in pizzeria (Michele Ramondia), avevano aiutato a trasportare la stufa. L'uomo ha confermato la circostanza, ma con una dinamica diversa da quella descritta a suo tempo da Lucarelli e Ramondia: il primo ha sostenuto che una volta in strada, aveva da solo caricato la stufa con un carrello per portarla verso piazza San Lorenzo; gli altri due avevano invece a suo tempo testimoniato che era mentre portavano la stufa da un marciapiede all'altro, verso l'Ape dell'anziano, che avevano visto gli ipotetici aggressori scappare.  I tre verranno perciò messi a confronto nella prossima udienza, fissata per il 19 novembre, quando è prevista anche la sentenza: obiettivo del tribunale, anche in questo caso, giudicare l'attendibilità dei testimoni contestati dagli imputati e dai loro difensori.  Il raid a Casa Pound avvenne l'11 ottobre scorso: alle 16,30 una ventina di persone irruppe nella sede del circolo di via di Porta San Marco. Due ore dopo, la polizia bloccò un gruppo di antagonisti di sinistra che partecipavano ad una riunione al circolo Primo Maggio. Imputati sono Alessandro Della Malva, senese, Juri Bartolozzi, di Pistoia, e i livornesi Vittorio Colombo, Selvaggio Casella, Alessandro Orfano ed Elisabetta Cipolli.

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