Sicurezza
Palestre vietate al basket
Elisa Pacini
Impianti non a norma secondo le prescrizioni della Fip
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PISTOIA. A Pistoia dici palestra e leggi polemiche. Da anni le società cestistiche (grandi e piccole) reclamano spazi, oggi insufficienti, per l'attività sportiva in una città dove il trend verso i canestri cresce ogni anno anche grazie alla presenza di una squadra professionistica come il Pistoia Basket. Così come si aggiunge un altro ingrediente nella pentola, il coperchio salta e cade sulla testa delle società sportive, spesso di quelle più piccole. L'ultimo ingrediente, la decisione della Federazione Italiana Pallacanestro di introdurre una nuova tracciatura dei campi e nuove misure di sicurezza degli impianti dove si giochi qualsiasi campionato dall'A1 al giovanile, ha fatto esplodere di nuovo il caso "palestre". Ad oggi, ad esclusione del Palafermi, di proprietà pubblica ma gestito dalla Pistoia Pallacanestro, nessuna palestra cittadina è omologata e i campionati sono alle porte. Le società sono sul piede di guerra. Nel mirino c'è la Provincia, proprietaria dell'impianto dell'"Einaudi", del Liceo scientifico, di "Fedi" e auditorium, che a luglio inoltrato ha fatto sapere di non avere i soldi per le modifiche. E' stato proposto alle società di pagarsi i lavori, in cambio di sconto sulle tariffe di utilizzo degli impianti. Tra preventivi arrivati tardi e le poche risorse delle piccole società sportive, il risultato è che su quattro palestre disponibili, solo l'Einaudi è stata messa (quasi) a norma. «La decisione della provincia ci è stata comunicata solo il 23 luglio - dice Michele Bottari della Pallacanestro Giovanile Pistoia - in una riunione insieme alle altre società pistoiesi (Basket Team, Green Team, Pistoia Basket jr, Endas e San'Angelo Bottegone). Ma l'ente sapeva delle decisioni della federazione più di un anno fa. L'unica palestra dove le nuove linee sono state tracciate è l'Einaudi, grazie all'interevento del Pistoia Basket (che ha in gestione l'impianto, ndr) e dell'Endas». Conseguenza: sullo storico campo di via Pacinotti si dovranno giocare tutte le partite casalinghe delle formazioni pistoiesi giovanili (ad eccezione di quelle del Pistoia Basket) e il campionato di Promozione della stessa PgP. Ben 11 squadre che si dovranno organizzare su un'unica palestra dove però, come ci dice anche Paolo Innocenti, responsabile dell'Italricambi Green Team, manca la nuova messa in sicurezza (coperture antichoc per le strutture interne) di cui si era fata carico la Provincia ma ad oggi non è ancora stata fatta. «Il disagio è grande - dice Innocenti - a causa dell'affollamento di partite alla Einaudi. Ma non c'è la certezza nemmeno di cominciare lì se non sarà messa in sicurezza. Sono problemi in più perché anche gli impianti dove ci alleniamo hanno tutti bisogno di manutenzione». Il ritornello che ogni dirigente ci racconta evidenzia un quadro precario da anni in cui il comune non è immune da critiche. «Le critiche ora sono tutte per la Provincia - dice Manfredi Montalti dell'Endas - ma il problema vero è l'assenza di spazi nelle palestre comunali per le società sportive. Le palestre comunali, quelle delle scuole elementari e medie, non sono omologate e ci dobbiamo spostare su quelle della Provincia. Se non ci fosse stato l'ex assessore Frosetti, non avremmo avuto nemmeno questi spazi». Montalti evidenzia che, sulle nuove modifiche introdotte dalla Fip, la Provincia si è comunque mossa in ritardo e non ha potuto usufruire degli sconti per la ri-tracciatura dei campi che la federazione aveva suggerito. Ma anche il Comune deve fare la sua parte: «Ogni volta che si assegnano gli spazi - conclude - è un rompicapo per tutte le società. Il Comune non ha mai investito sulle palestre, invece fioriscono i campi da calcio. Negli ultimi due anni sono state rincarate le tariffe per l'uso di palestre del 50% a metà anno. Quella che viene definita "La città amica dei bambini", forse non è amica dei bambini che fanno sport".
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