Confcommercio preoccupata delle voci sullinteressamento di alcune società per lacquisizione di fondi invenduti
«Ex Sedi, no alla grande distribuzione»
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Alessandro Guerrini presidente della sezione Confcommercio di San Marcello Guerrini: «Chiediamo che il Comune neghi il consenso all'apertura»
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CAMPO TIZZORO. Presa di posizione di Confcommercio sul Cii. L'associazione di viale Adua afferma di «guardare con apprensione la strada intrapresa dal Cii» e manifesta preoccupazione riguardo al percorso da adottare per il completamento del processo di riqualificazione dell'area ex Sedi. «Circolano voci insistenti - si legge in una nota dell'associazione - sul concreto interesse di varie società ad acquisire parti rilevanti dell'area, per adesso rimaste invendute, per insediarvi strutture commerciali di medie o grandi dimensioni. L'area del Cii è destinata, ad oggi, allo sviluppo di strutture artigiane ed industriali che occupano per il momento il 60% dell'area in via di riqualificazione e per l'assegnazione del restante 40% è necessario "non perdere la bussola". «Elaboriamo un progetto che consenta la valorizzazione del sistema manifatturiero ed eventualmente quello dei servizi alle imprese senza infrangere i fragili equilibri su cui si basa il sistema commerciale montano». Andare ad inserire nuove strutture commerciali di medie o grandi dimensioni in montagna - asserisce Confcommercio - significherebbe infierire un colpo durissimo alle imprese di commercio di vicinato già in sofferenza a causa delle difficoltà che tutta l'economia montana sta da tempo attraversando. «Chiediamo - ha affermato Alessandro Guerrini, presidente della locale delegazione di Confcommercio -, all'amministrazione comunale di San Marcello di intraprendere decisioni in linea con la negazione del consenso all'apertura di nuove strutture di vendita di medie e grandi dimensioni». «La zona della montagna è già satura da questo punto di vista - continua Guerrini - non possiamo tentare di risolvere i problemi del Cii con l'apertura di una falla nel sistema del commercio di vicinato. Se ci sono soggetti interessati ad acquistare fondi nell'area ex Sedi è giusto prendere in considerazione le proposte ed anche favorirne lo sviluppo, ma solo nell'ottica di dare l'opportunità a tutta l'economia montana di crescere e non di danneggiarla».
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