La manifestazione
Montale, il Pd presenta la seconda mozione
Massimo Vitulano
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Da sinistra Spadarella, Tulini e Nuti Al circolo Arci i candidati Tulini (segreteria comunale), Spadarella e Nuti
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MONTALE. In tutta la provincia di Pistoia l'unica sezione del Partito democratico che affronterà i congressi per il rinnovo degli organi direttivi con una duplice lista sarà quella di Montale. Questa situazione è nata dalle divisioni interne al partito che alle scorse elezioni amministrative contribuirono alla sconfitta elettorale, dopo 65 anni di reggenza del centrosinistra. Negli stessi locali del circolo Arci, dove si sono presentati i tre candidati della mozione "Per un nuovo Pd di Montale", si è tenuta un'assemblea pubblica promossa dalla mozione "Pd Montale per cambiare davvero", durante la quale sono stati presentati i tre candidati alla segreteria del partito: Cinzia Tulini alla segreteria dell'unione comunale, Antonio Spadarella alla segreteria del circolo di Montale-Stazione e Alessandra Nuti per quello di Fognano-Tobbiana. La candidata Cinzia Tulini ha espresso fin da subito il suo rammarico per un mancato accordo tra le due mozioni che potesse condurre ad una lista unica sostenuta da rappresentanti di entrambe le correnti. Sono cinque gli obiettivi che, secondo il gruppo, dovranno essere raggiunti per cercare di sanare la frattura creatasi nel partito in questi ultimi anni. Probabilmente uno dei più significativi sta nella voglia di creare dei "punti di ascolto" per cercare di riallacciare un rapporto con la base dell'elettorato e non solo, in quanto, come ricordato da Tulini, i «futuri amministratori pubblici dovranno operare in favore di tutti i cittadini e non solo degli iscritti al partito». Altro punto di grande importanza sarà quello che tratta il tema delle alleanze: dovrà esserci un ritorno al dialogo non solo all'interno del partito stesso, ma anche tra le forze progressiste presenti sul territorio. Per questo scopo la proposta è di creare un tavolo permanente in grado di generare un'opposizione efficace nei confronti dell'amministrazione di centrodestra, così da essere pronti per un nuovo mandato amministrativo che non si riduca a una semplice spartizione degli incarichi tra le forze della coalizione. I tre candidati hanno anche denunciato la difficile situazione in cui si trovano i consiglieri comunali e il consigliere provinciale, costretti in questi mesi a condurre una lotta nei rispettivi consigli senza il supporto indispensabile di un partito unito. «I futuri dirigenti del partito - conclude Tulini - dovranno operare per il bene di tutti, pur sapendo che il loro è un incarico temporaneo, che non può essere considerato come un modo per fare carriera».
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