Il Tirreno

Pistoia

Nulla di fatto nella prima udienza per la maxi-gara Fs sui treni ad alta velocità contestata da Alstom

Breda, forse oggi la decisione del Tar

Il modellino del treno V300 Zefiro A sinistra un lavoratore nello stabilimento pistoiese
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Il modellino del treno V300 Zefiro A sinistra un lavoratore nello stabilimento pistoiese

Alstom ha chiesto di sospendere la commessa fino al giudizio finale

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 PISTOIA. Un'intera giornata trascorsa nell'attesa della decisione del giudice. Decisione che poi non è arrivata: se ne parlerà, probabilmente, oggi. Sono state ore di nervosa attesa, quelle di ieri, per dirigenti e lavoratori di AnsaldoBreda, in attesa di notizie da Roma, dove il Tar del Lazio esaminava la richiesta di sospensiva della gara per i treni ad alta velocità delle Fs - vinta il 5 agosto scorso da AnsaldoBreda - presentata dai rivali sconfitti, i francesi della Alstom.  Gli avvocati delle parti sono comparsi in Camera di consiglio nel primo pomeriggio e ne sono usciti solo all'ora di cena. Con una sola certezza: la sezione del Tar del Lazio non avrebbe preso subito una decisione, probabile che lo faccia oggi.  La richiesta di Alstom è stata quella di confermare il decreto cautelare con cui, il 27 agosto, è stata sospesa l'assegnazione ad AnsaldoBreda e Bombardier della commessa da 1,5 miliardi di euro per realizzare i nuovi treni ad alta velocità. La sospensiva - secondo i francesi - dovrebbe durare fino alla decisione del Tar sul merito del ricorso, che potrebbe giungere anche tra diversi mesi.  In ballo, come detto, c'è la maxicommessa delle Fs per i nuovi treni ad alta velocità, una delle gare più ricche degli ultimi anni a livello internazionale. Ma per AnsaldoBreda ottenere questa commessa va al di là del puro valore economico, che comunque è assai rilevante. Ottenere il diritto di costruire i treni veloci del futuro significa per lo stabilimento di Pistoia avere finalmente lavoro sufficente per tutti, mentre ora (e anche il prossimo anno) i dipendenti devono fare i conti con la cassa integrazione. E poi mettere sui binari il treno realizzato in tandem con Bombardier, il V300 Zefiro, significherebbe disporre di un prodotto da riproporre nelle prossime gare per i mezzi ad alta velocità in Europa (Spagna, Portogallo e Russia), Sudamerica e Arabia Saudita. Insomma, una condizione fondamentale per essere competitivi sui mercati del futuro.  Ma cosa contesta Alstom alle Fs? Sostanzialmente la valutazione delle due offerte in gara per quanto riguarda la parte tecnologica, che secondo i francesi avrebbe lasciato molto spazio a valutazioni soggettive. Sul prezzo, in effetti, c'è poco da discutere: il treno di AnsaldoBreda costa 30,8 milioni di euro contro i 35 di quello francese. Ma l'offerta italiana è stata considerata migliore anche dal punto di vista tecnologico, raccogliendo 56,5 punti su 70 contro i 50,8 degli avversari. Ecco, secondo Alstom tra i due treni questa differenza non ci sarebbe, anzi. Di qui la richiesta di annullamento della gara, fatta precedere da quella richiesta di sospensiva su cui i giudici del Tar devono prendere una decisione oggi.  Le voci della vigilia erano abbastanza ottimistiche, per quello che riguarda AnsaldoBreda. Gli osservatori dell'azienda pistoiese sono rimasti particolarmente colpiti dalla decisione con cui l'amministratore delegato Fs Mauro Moretti, parlando alla fiera internazionale Innotrans di Berlino la settimana scorsa, aveva difeso la «La gara - aveva detto - si è svolta nel modo più trasparente: ha vinto il prodotto migliore».

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