Medicine accorpate e diciotto letti in più
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In primo piano da sinistra Cirillo Lupi e Briani2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Con l'incremento di 18 nuovi posti letto inaugurati ieri, viene completato all'ospedale del Ceppo l'accorpamento di tutti i reparti che gravitavano intorno alla Medicina in un unico grande setting di area funzionale medica. Rientrano nell'area medica le medicine 1, 2 e 3, oncologia medica, dermatologia, gastroenterologia, geriatria, pneumologia, malattie infettive, dialisi e neurologia. L'importanza di questa operazione dell'Asl 3 consiste nel fatto che, anche nelle medicine, viene sperimentato quel modello ospedaliero per intensità di cure che caratterizzerà tutti i nuovi ospedali, compreso quello futuro pistoiese all'ex campo di volo. Non più reparti, ma setting assistenziali, un medico e un infermiera tutor per ogni paziente, fine dei ricoveri cosiddetti di "appoggio".
Il nuovo setting assistenziale, già operativo dallo scorso maggio, è diretto dal dottor Giuseppe Seghieri e dalla coordinatrice infermieristica Lucia Cirillo. I 18 posti letto sono stati collocati dove prima c'erano la unità operativa di pneumologia. Notevoli gli interventi di ristrutturazione: oltre a quelli per il rispetto delle varie normative sulla sicurezza, i lavori, seguiti dall'area tecnica aziendale, hanno elevato notevolmente qualità alberghiera ed il comfort: le stanze di degenza (2 stanze a tre letti e 6 stanze a due letti) sono tutte con bagno in camera, è presente un'ampia sala soggiorno, ambulatori e aree anche per l'accoglienza dei visitatori. In tutte le stanze i degenti hanno a disposizione un kit con cuscini e teli per gli spostamenti, bagnoschiuma, creme e altri prodotti che non dovranno più portarsi da casa. Un impegno straordinario per tutto il personale, come hanno ribadito nel corso dell'inaugurazione il direttore sanitario Silvia Briani e quello di presidio Cinzia Lupi, medici e infermieri, che si sono trasferiti dalle unità operative cercando di ridurre al minimo i disagi ai pazienti ricoverati. A quattro mesi dall'apertura, il responsabile dell'area funzionale medica dottor Stefano Bartolini traccia un primo bilancio: «Il primo è più importante risultato, già confrontabile, è la forte diminuzione del fenomeno dei cosidetti ricoveri in appoggio fuori reparto e fuori area medica infatti - spiega - sono diventati rari ed isolati». Questo calo ha permesso la diminuizione di un altro dato importante: la degenza media. «Inoltre - ha aggiunto il medico - la possibilità di avere un modello organizzativo uguale in tutta l'area ha permesso ai professionisti, medici ed infermieri di lavorare in maniera più attenta limitando il rischio clinico». Con il nuovo setting assistenziale si realizza anche in area medica il modello dell'intensità di cure, che prevede l'assegnazione di un medico tutor che segue tutto il percorso diagnostico-terapeutico e di un infermiere referente per i bisogni assistenziali.
Il nuovo setting assistenziale, già operativo dallo scorso maggio, è diretto dal dottor Giuseppe Seghieri e dalla coordinatrice infermieristica Lucia Cirillo. I 18 posti letto sono stati collocati dove prima c'erano la unità operativa di pneumologia. Notevoli gli interventi di ristrutturazione: oltre a quelli per il rispetto delle varie normative sulla sicurezza, i lavori, seguiti dall'area tecnica aziendale, hanno elevato notevolmente qualità alberghiera ed il comfort: le stanze di degenza (2 stanze a tre letti e 6 stanze a due letti) sono tutte con bagno in camera, è presente un'ampia sala soggiorno, ambulatori e aree anche per l'accoglienza dei visitatori. In tutte le stanze i degenti hanno a disposizione un kit con cuscini e teli per gli spostamenti, bagnoschiuma, creme e altri prodotti che non dovranno più portarsi da casa. Un impegno straordinario per tutto il personale, come hanno ribadito nel corso dell'inaugurazione il direttore sanitario Silvia Briani e quello di presidio Cinzia Lupi, medici e infermieri, che si sono trasferiti dalle unità operative cercando di ridurre al minimo i disagi ai pazienti ricoverati. A quattro mesi dall'apertura, il responsabile dell'area funzionale medica dottor Stefano Bartolini traccia un primo bilancio: «Il primo è più importante risultato, già confrontabile, è la forte diminuzione del fenomeno dei cosidetti ricoveri in appoggio fuori reparto e fuori area medica infatti - spiega - sono diventati rari ed isolati». Questo calo ha permesso la diminuizione di un altro dato importante: la degenza media. «Inoltre - ha aggiunto il medico - la possibilità di avere un modello organizzativo uguale in tutta l'area ha permesso ai professionisti, medici ed infermieri di lavorare in maniera più attenta limitando il rischio clinico». Con il nuovo setting assistenziale si realizza anche in area medica il modello dell'intensità di cure, che prevede l'assegnazione di un medico tutor che segue tutto il percorso diagnostico-terapeutico e di un infermiere referente per i bisogni assistenziali.
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