Gioco
Dal collegio costruttori edili un plauso al nuovo regolamento urbanistico del Comune
«Meno potere speculativo ai proprietari»
M.Q.
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Andrea Gualtierotti 2 MINUTI DI LETTURA
QUARRATA. Una rivoluzione copernicana. Un progetto sperimentale da estendere anche ad altri Comuni. Un regolamento che limita il potere speculativo dei proprietari dei terreni edificabili e che potrebbe anche abbassare i costi delle costruzioni. Questo il commento, molto positivo, che il collegio costruttori edili - Ance Pistoia fa del nuovo regolamento urbanistico del Comune di Quarrata. Il primo bando è stato aperto pochi mesi fa e i progetti di costruzione sulle zone Apd (Aree a pianificazione differita) potranno essere presentati fino a dicembre. Soltanto una pecca nel progetto è stata sottolineata dai costruttori: la scarsa informazione che il Comune ha fatto tra gli addetti ai lavori in provincia e fuori. Queste riflessioni nascono alla luce di un incontro, di alcuni giorni fa, tra i rappresentati del Collegio dei costruttori edili di Pistoia e l'assessorato all'urbanistica del Comune di Quarrata. «Il Comune, vista la crescita demografica e la necessità di salvaguardare il consumo del suolo - si legge in una nota dell'Associazione Industriali -, ha introdotto un nuovo strumento urbanistico che collega il diritto ad edificare, di cui tradizionalmente sono titolari i proprietari delle aree, con la qualità del costruito». Il bando, approvato nel 2008, ma aperto soltanto quest'estate, prevede la possibilità di costruire fino a un massimo di 25mila metri quadrati di superficie utile lorda (su un totale di 35 mila) su tutte le 24 aree Apd1. Per le aree produttive si potrà costruire su tutte le 10 aree Apd2, fino a 8mila mq di Sul su 12mila, per uso commerciale-direzionale, e fino a un massimo di 20mila mq di Sul su 27mila totali, per uso produttivo. «Si tratta di un regolamento sperimentale - spiega Andrea Gualtierotti, presidente dell'Ance Pistoia - che poggia su un punto fondamentale: limita il diritto esclusivo del proprietario a costruire sul suo terreno, privilegiando, invece, l'effettiva capacità progettuale del costruttore e, quindi, una migliore resa anche a livello della comunità. Questo fa sì anche che i proprietari dei terreni non giochino a speculare aspettando l'offerta più conveniente per loro che poteva non coincidere con l'offerta effettivamente migliore».
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