Sicurezza
«Il centro riciclo? Auspicabile»
Beatrice Faragli
L'assessore Fragai sgombra il campo dai dubbi
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MONTALE. L'assessore all'ambiente Rino Fragai sgombra il campo dai dubbi: un centro di riciclo a Montale non solo non è escluso dal Piano interprovinciale per la gestione dei rifiuti ma è addirittura «auspicabile». «Il documento - spiega - lo favorisce». E ancora: «Noi non possiamo stabilire nel testo che un centro di questo tipo sorga oppure no sul territorio montalese, siamo nell'ambito dell'impresa privata quindi non è possibile inserirlo a priori. Certo è che il Piano vuol essere d'aiuto in questo senso, prevedendo piattaforme e stazioni logistiche capaci di raccogliere il rifiuto differenziato. Abbiamo ragionato - continua Fragai - nell'ottica che possa nascere anche nel nostro bacino un polo per la valorizzazione di questo tipo di prodotto, un mercato oggi tutto arroccato nell'empolese». La questione a Montale si è aperta lo scorso 2 settembre con l'annuncio fatto dall'assessore Lisa Taiti su un progetto di centro di riciclaggio presentato in Provincia. L'intervento di Fragai permette così di superare l'intoppo lessicale denunciato più volte dal capogruppo di Montale progetto Comune Sandro Nincheri. «Nel piano - spiega il consigliere - si parla di piattaforme, centri di raccolta, quindi strutture di conferimento e non di strutture dove entra un rifiuto ed esce un prodotto». Il dibattito però non si ferma qui. All'assemblea di mercoledì sera infatti l'opposizione ha mostrato le proprie perplessità sul possibile impianto. «Ammesso che sia quindi previsto nel Piano dovrebbe comunque essere declinato meglio nel ruolo che andrebbe ad acquisire: di sostituzione o di affiancamento rispetto all'inceneritore? - chiede Nincheri - Si rischia infatti - continua - di avere impianti/specchietti per le allodole, incapaci di qualsiasi efficienza». Dello stesso avviso è Luca Marinaccio, Decidi anche tu, che sull'esempio di Vedelago (centro di riciclo esemplare nel trevigiano) dice: «In questi casi è necessario fare una scelta drastica». Anche la capogruppo Pd Valentina Meoni non nasconde i suoi dubbi: «Un centro di questo tipo se non accompagnato da una dismissione dell'inceneritore andrebbe comunque ad impattare maggiormente sull'ambiente». Proprio sulla chiusura del termovalizzatore, cavallo di battaglia del centrodestra durante la campagna elettorale 2009, la Taiti precisa: «La dismissione è un fatto, ci si arriva con un percorso. Questo Piano interprovinciale di certo non ci aiuta»
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