Il Tirreno

Pistoia

Cna e cooperativa Csa puntano il dito contro i centri di raccolta per i vecchi apparecchi

Elettrodomestici: difficile rispettare la legge

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 PISTOIA. Dal 19 giugno scorso, rivenditori, installatori, riparatori e centri di assistenza hanno l'obbligo di ritirare gratuitamente le apparecchiature elettriche ed elettroniche in caso ne venga acquistata una nuova. La norma impone una serie di adempimenti per l'avvio obbligatorio di tali rifiuti, entro 30 giorni, verso i centri di raccolta comunali. Nel caso del superamento di questo termine il decreto prevede pesanti sanzioni a carico delle imprese, con risvolti di natura penale in quanto può configurarsi il reato di stoccaggio non autorizzato di rifiuti.  La Cna di Pistoia e la Csa società cooperativa denunciano che, ad oggi, per le imprese è praticamente impossibile conferire tali rifiuti ai centri di raccolta comunali e rispettare, quindi, la legge.  «Gran parte dei centri di raccolta esistenti della nostra regione facenti capo agli enti gestori del servizio pubblico - affermano Stefano Vivai, responsabile Csa, e il direttore della Cna Giusti - non sono autorizzati come tali ma come stazioni ecologiche, e questo, secondo quanto dichiarato dagli stessi soggetti, gli impedisce di ritirare le apparecchiature elettriche. Come si può comprendere tale situazione è al limite del paradosso: la legge obbliga i rivenditori al ritiro e al conferimento ai centri di raccolta ma questi si rifiutano di seguire le procedure semplificate previste dalla normativa nazionale».  La Cna invita gli organismi competenti a prendere immediate misure per mettere fine a questa situazione.

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