Gioco
Arrestato dai carabinieri con i soldi dell'estorsione a un pensionato di 84 anni
◗
Il capitano Alfredo Antro comandante della Compagnia carabinieri di Montecatini Pretendeva 6.000 euro per non denunciare un infortunio subito mentre tagliava la legna nei boschi dell'anziano
3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Aveva finto un infortunio sul lavoro e si era rivolto, camuffando la voce al telefono e presentandosi come avvocato o ispettore dell'Asl, alla persona che gli aveva commissionato l'opera minacciando denunce e processi. Uno scenario, così chiudeva le chiamate, che poteva essere aggirato se l'uomo, un anziano di 84 anni, avesse risarcito il lavoratore. Il piano architettato da Lindano Vani, 53 anni, muratore disoccupato di Pistoia, si è chiuso con un arresto per estorsione. L'uomo è stato bloccato mentre usciva dall'abitazione del pensionato con i soldi in tasca. Davanti al gip Alessandro Buzzegoli, Vani si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice per le indagini preliminari, considerata l'incensuratezza dell'uomo, dopo aver convalidato l'arresto gli ha concesso i domiciliari. Sono stati i carabinieri di Marliana con i colleghi del nucleo operativo di Montecatini a sventare l'estorsione ai danni del pensionato. I dettagli delle indagini sono stati illustrati dal comandante della Compagnia, capitano Antro con il maresciallo della stazione marlianese, Massimo Di Grado e l'appuntato Ugo Cau. L'incarico. L'anziano e Vani si conoscono. Il muratore, ma all'occorrenza anche operaio agricolo, aveva svolto dei lavori per conto del pensionato. In primavera gliene vengono commissionati altri. Si tratta di tagliare della legna in una proprietà a Marliana. Le telefonate. Arriva l'estate e in agosto l'84enne, scosso e impaurito, si presenta ai carabinieri. Dice che da tempo riceve telefonate da sedicenti rappresentanti dell'Asl, dell'ispettorato del lavoro e di avvocati che chiamano per conto dei sindacati. Il succo del discorso è sempre lo stesso. Vani ha subìto un infortunio a una gamba mentre lavorava sui terreni dell'anziano e per il proprietario sono in arrivo guai giudiziari per non aver applicato la legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Tutto si aggiusta. Le ultime telefonate sono più esplicite. Soprattutto quando si tratta di far intravedere al pensionato la possibilità di evitare processi e tribunali. «All'anziano viene detto che con 6mila euro in contanti da versare con banconote da 50 e 100 euro si può aggiustare tutto - ha spiegato il capitano Antro -. Ovviamente il pagamento doveva avvenire senza ricevuta». Dopo aver ascoltato la storia i carabinieri rassicurano il pensionato e iniziano le indagini. In breve tempo risalgono all'autore delle telefonate. Secondo loro è Lindano Vani che ogni volta cambia professione per le sue intimidazioni, ma confidando nell'avanzata età dell'anziano riesce a non farsi riconoscere. La trappola. L'ultima mossa, quella definitiva, arriva con il pensionato che fissa un appuntamento a casa sua con Vani per consegnargli un anticipo di mille euro. Le banconote vengono fotocopiate. Quando sabato il muratore entra nell'abitazione di Marliana pensa di avercela fatta. Quando esce trova i carabinieri che gli recuperano i soldi in tasca. L'appello. «L'uomo aveva un tutore alla gamba sinistra - ha concluso il capitano -. Non sappiamo se l'infortunio ci sia stato davvero. Di sicuro non ci sono certificazioni mediche. Invitiamo la popolazione, soprattutto gli anziani, a denunciare soprusi e ingiustizie. L'anziano di Marliana ha fatto bene a rivolgersi a noi. Alla fine della storia ha abbracciato i carabinieri».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
