Il Tirreno

Pistoia

Vecchia Posta, istituzioni in guerra

Emanuele Begliomini
Silvano Pocci
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Silvano Pocci

Circoscrizione e Pro loco accusano la Spes di trascurare le case popolari

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 LE PIASTRE. Ci sono edifici che non smettono mai di far parlare di sé. Quando la bellezza o il particolare valore artistico a renderli conosciuti, allora c'è da preoccuparsi. A Le Piastre, per esempio, c'è un palazzo finito ancora una volta al centro delle polemiche. Si tratta dell'ex albergo Vecchia posta acquistato dal Comune di Pistoia negli anni 90 e destinato ad ospitare le famiglie in emergenza abitativa. Già al tempo dell'acquisizione, da parte dell'amministrazione comunale targata Scarpetti, scoppiarono numerose polemiche. A evidenziare un nuovo disagio sono addirittura le istituzioni locali. Il presidente della circoscrizione, Silvano Pocci e il suo corrispettivo della Pro Loco, Giancarlo Corsini, infatti, sono in netto contrasto con la Spes (Società pistoiese edilizia sociale), gestore della manutenzione del complesso in oggetto. Pocci fa notare la scarsa attenzione della società verso le unità abitative piastresi.  «Ogni anno la circoscrizione segnala alla Spes lo stato decadente della grondaia. Il problema è il solito e ci meravigliamo di come ancora non ci sia stata data una risposta. Fra l'altro, l'acqua persa dalla grondaia finisce in strada e ghiacciando ha causato diversi spiacevoli problemi».  Il presidente ha lo sguardo rammaricato di chi davvero vorrebbe sistemare le cose ma non riesce a farlo: «Capita spesso di avere incontri con i cittadini e sempre di più si sente un malumore diffuso. A volte hanno ragione a sentirsi trascurati: basti pensare ai punti luce. Abbiamo liste enormi di nostri concittadini che attendono l'installazione di un lampione da anni. Negli ultimi due bilanci circoscrizionali sono stati cancellati i fondi per far fronte a questa problematica. Però i soldi per cambiarli in via degli Orafi sono stati trovati. Oppure cose ancora più semplici come le strisce pedonali a Le Piastre e la segnatura dei posti auto a Villa di Cireglio e Pracchia alta».  Anche Giancarlo Corsini, anima storica del paese, ha da dire la sua sullo stato dell'ex albergo «un gran bell'effetto non lo fa - ironizza Corsini - la facciata sembra una pelliccia di leopardo da quanto è maculata e la recinzione del giardino sta cadendo a pezzi da oltre un anno. Non solo un fatto estetico: I detriti potrebbero causare spiacevoli incidenti. E chi li paga, dopo?» Anche il Corsini approfitta dell'occasione per ampliare gli orizzonti della discussione: «Attorno a noi sentiamo una forte diminuzione di attenzioni in senso generale. La via Modenese, per esempio; con i nuovi lavori si è messa in sicurezza la strada, ma di contro è aumentato il traffico di mezzi pesanti, rumorosi e pericolosi: ne passano anche sette a volta». La sensazione percepita è quella di una grande lontananza tra montagna e città. Una distanza maggiore di quella fisica, fatta di asfalto e misurata in chilometri.

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