Il Tirreno

Pistoia

«Ecco cosa ci siamo detti davvero»

Raid a Casa Pound, gli imputati rileggono le intercettazioni

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 PISTOIA. Nelle trascrizioni del perito incaricato dal tribunale sarebbero state omesse delle parti di conversazioni che sarebbero andante a vantaggio degli imputati. Ed è sostenendo questa tesi che, ieri mattina, nel corso dell'ennesima udienza del processo per il raid nella sede di Casa Pound, gli avvocati difensori dei sei antagonisti di sinistra alla sbarra con l'accusa di devastazione hanno prodotto una propria trascrizione delle intercettazioni ambientali effettuate in questura la notte degli arresti, tra l'11 e il 12 ottobre dello scorso anno.  Dalle conversazioni "integrali" che avvennero tra gli imputati mentre attendevano di essere interrogati dalla polizia emergerebbero, secondo i legali, elementi probatori della loro innocenza. Per questo ne hanno affidato la trascrizione ad un consulente tecnico di fiducia (raccogliendo, tra l'altro, i soldi necessari attraverso una cacciuccata a Livorno nell'ambito delle manifestazioni di Effetto Venezia). Gli avvocati hanno chiesto che la perizia entri a far parte degli atti del processo. Il tribunale, per esaminare a fondo la documentazione, si è riservato la decisione. La prossima udienza sarà il primo ottobre.  Il processo vede come imputati Alessandro Della Malva, senese, Juri Bartolozzi, di Pistoia, e i livornesi Vittorio Colombo, Selvaggio Casella, Alessandro Orfano ed Elisabetta Cipolli.  Al termine dell'udienza, ieri mattina Della Malva, dopo aver ribadito la tesi del complotto ordito da procura e questura, ha annunciato una denuncia per falsa testimonianza nei confronti di uno dei testimoni chiave dell'accusa «che mi ha riconosciuto dicendo che ero presente in un posto dove invece non ero».

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