Il Tirreno

Pistoia

Spedizione punitiva per recuperare i soldi

Tiziana Gori
Il capo della mobile Antonio Fusco e la comandante della polstrada Rita Palladino
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Il capo della mobile Antonio Fusco e la comandante della polstrada Rita Palladino

Gli agenti arrestano quattro persone. L'accusa: estorsione ad un immobiliarista

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 PISTOIA. Avevano organizzato una spedizione punitiva ai danni di un immobiliarista pistoiese per il recupero di un presunto credito da 250mila euro. Due componenti del commando erano stati arrestati in flagranza dalla Polizia, altri due lunedì pomeriggio in provincia di Forlì.   Gli arrestati. Giuseppe Spataro, 26 anni, calabrese, ed Egidio Ballone, 49 anni, nato a Pescara ma residente come il suo complice in provincia di Forlì, hanno alle spalle reati di varia natura legati al furto, all'estorsione e al traffico di droga. La Squadra mobile della Questura di Pistoia li ha tratti in arresto lunedì pomeriggio nelle loro abitazioni, in collaborazione con i colleghi della Mobile di Forlì e del commissariato di Cesena.  Il fatto. Nel pomeriggio del 14 dicembre 2009 un commando di 5, forse 6 uomini (la presenza del sesto componente è ancora da accertare) fa irruzione nello studio di un immobiliarista pistoiese, in via Monfalcone. «Non erano armati - spiega il vicequestore Antonio Fusco, capo della Squadra mobile -, ma molto "esperti" del mestiere».  Nello studio si trovavano in quel momento l'immobiliarista, che si occupa anche di costruzioni, la sua segretaria e un collaboratore. «Sono stati sequestrati - spiega Fusco - Il titolare ha accennato una reazione ed è stato malmenato. Tanto che al Pronto soccorso è stato poi stilato un referto medico per percosse».  I motivi. All'origine della spedizione punitiva il recupero di un presunto credito di 250mila euro, che il commando, composto da malavitosi forlivesi, pretendeva dall'imprenditore pistoiese. «L'immobiliarista - racconta Antonio Fusco - si era rivolto ad un professionista bolognese per verificare la possibilità di costruire alcune villette a Granaglione. Il professionista aveva a sua volta contattato un ingegnere forlivese per la consulenza relativa alla progettazione del complesso immobiliare». Ma il progetto non era andato a buon fine. «I professionisti - prosegue Fusco - avevano dei debiti, e i loro creditori hanno inviato il commando. Vedendosi alle strette i due hanno dichiarato di vantare un credito da 250mila euro dall'immobiliarista pistoiese (dichiarazioni non confutate da nessun atto, precisa Fusco). Uno dei due ha accompagnato i malviventi a Pistoia per la riscossione».  La moglie dell'immobiliarista. Entra nello studio, ma il marito riesce a mandarla via con una scusa. «Lei - spiega Rita Palladino, comandante della Polizia stradale - capisce che qualcosa non va e poco dopo lo chiama al cellulare. C'è una breve conversazione, lei gli chiede se è il caso di chiamare la Polizia, e lui risponde di sì».  La donna ha con sè il numero della Stradale, che contatta immediatamente. In via Monfalcone giungono per primi due agenti della Polizia stradale. Perlomeno due componenti del commando, che avevano visto gli agenti, si erano dati alla fuga. Altri due vengono arrestati in flagrante. Inizia la lunga ricerca dei fuggitivi, accusati di estorsione, sequestro di persona e lesioni personali volontarie.  Le indagini. «Sono stati necessari nove mesi - spiega Fusco - È stata un'indagine molto complessa. I due arrestati non hanno fornito alcuna collaborazione, e gli altri componenti del commando erano sì pluripregiudicati, ma per reati commessi in un'altra regione. Servendoci di tutti i mezzi tecnologici a nostra disposizione, e sotto la direzione del pubblico ministero Luigi Boccia, siamo riusciti a catturare, lunedì pomeriggio, anche altri due componenti del commando».

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