Il Tirreno

Pistoia

Ieri in via Ciliegiole l’assemblea col segretario nazionale della Fim Marco Bentivogli

Nessun rischio Pomigliano per la Breda La Cisl smentisce i timori della Cgil

Marta Quilici
Marco Bentivogli insieme a Carlo Anelli
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Marco Bentivogli insieme a Carlo Anelli

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 PISTOIA. Lo stabilimento AnsaldoBreda non sarà mai una seconda Pomigliano. Lo assicura il segretario nazionale della Fim-Cisl Marco Bentivogli, che accusa la Fiom di Pistoia di allarmismo. All'indomani dell'assemblea organizzata dai metalmeccanici Cgil con i propri iscritti e con Enzo Masini, coordinatore Fiom del gruppo Fiat, la Cisl ha risposto con un'altra assemblea a cui, ieri mattina, erano presenti Marco Bentivogli, segretario nazionale Fim-Cisl e Carlo Anelli, coordinatore nazionale Fim del gruppo AnsaldoBreda.  Le vedute dei due sindacati sul futuro dello stabilimento pistoiese sono molto distanti: per Fiom Breda potrebbe essere una seconda Pomigliano, Fim-Cisl, invece è ottimista e rifiuta sul nascere di questa ipotesi. Cisl ci tiene a sottolineare però che, nonostante le divergenze nazionali, per quanto riguarda diritti e sicurezza dei lavoratori le rappresentanze sindacali sono compatte.  «A dividerci non è la Breda - afferma il segretario provinciale Fim Alessandro Vivarelli - ma sono le questioni nazionali che adesso la Fiom ha tirato in ballo anche a Pistoia». Ma per la Cisl si tratta di una mossa strumentale e senza fondamento: «Finmeccanica ha investito molto su AnsaldoBreda - spiega Bentivogli - e tutto questo è scritto nei contenuti dell'accordo che abbiamo firmato sul rilancio dell'azienda. Queste condizioni non sono quelle di Pomigliano d'Arco: lo stabilimento campano della Fiat era una realtà già morta, la produzione era già stata esportata in Polonia e l'accordo sul protocollo è servito a rilanciare lo stabilimento e a far riprendere il lavoro. Quello che dice la Fiom riguardo al fatto che, grazie all'accordo vengono abbassati i diritti dei lavoratori, che non viene riconosciuta la malattia e tante altre cose, sono tutte errate».  E Anelli aggiunge: «a noi, qui, interessa parlare della Breda di Pistoia, senza sorvolare su altri temi generali. È curioso, infatti, che la Fiom parli a Pistoia di Napoli, a Napoli di un'altra realtà ancora, con meri fini strumentali. La Fiom, comunque, è stata battuta anche all'interno dello stabilimento di Pomigliano (il referendum non le ha dato ragione)».  L'obiettivo, anche per Cisl è quello di arrivare alle elezioni delle rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) del 21 e del 22 in Breda a Pistoia, con un buon bagaglio di consensi. Al momento l'Rsu eletta due anni fa è costituita da 12 membri di cui 3 sono della Cisl, 6 Fiom e gli altri delle altre forze sindacali. «Abbiamo candidato - spiega Marco Fontana, del consiglio generale di Cisl Pistoia - sei persone: 4 impiegati e 2 operai per un'età media di circa 30 anni. Per quanto riguarda la Fiom: il mondo del lavoro in questo momento ha bisogno di regole e queste si fanno soltanto se si contratta, non se si urla».  Per quanto riguarda il futuro di Breda, dunque, la Cisl è ottimista: «la base di partenza di Breda è completamente diversa da quella di Pomigliano. Sono imparagonabili - continua Bentivogli - Adesso abbiamo la gara per l'Alta Velocità, per il momento bloccata dal ricorso di Alstom. Siamo però ottimisti sugli esiti del ricorso e su ciò che pronuncerà in proposito il giudice il 29 settembre. Quello di Alstom è evidentemente un ricorso strumentale per far perdere tempo a AnsaldoBreda. Devo dire però che il governo dovrebbe sostenere Breda, come la Francia fa con Alstom».

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