Il Tirreno

Pistoia

L'Inps cerca 2.600 avvocati

I professionisti hanno tempo fino al 24 ottobre

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 PISTOIA. L'Inps cerca 2600 avvocati per gestire il contenzioso. I vertici dell'istituto hanno aperto un nuovo bando per i legali esterni: si tratta di 2.635 posti che dovranno essere assegnati entro la fine di dicembre.  Gli avvocati liberi professionisti che intendono candidarsi - per la domiciliazione e la sostituzione processuale dell'ente di previdenza - potranno farlo alla mezzanotte del 24 ottobre.  Le modalità previste sono esclusivamente per via telemetica, passando per il sito dell'Inps (www.inps.it), visto che l'istituto non prenderà in considerazione altre forme di presentazione o di candidatura.  Ogni sede regionale dell'Inps completerà l'istruttoria sulle domande ricevute entro il 29 ottobre, compilando liste provvisorie circondariali locali-destinate alla direzione generale; una commissione centrale istituita ad hoc selezionerà infine i curriculum per la formulazione definitiva delle liste, calendarizzata entro la fine dell'anno solare. L'innesto dei legali esterni porterà la pattuglia degli avvocati dell'ente a sfiorare quota 3 mila (330 sono i professionisti interni), un esercito destinato a fronteggiare un arretrato enorme e in continua crescita. Se il trend, infatti, seguirà l'andamento dell'ultimo biennio - con un aumento assestato sui 5500 nuovi fascicoli al mese - il limite del milione di pendenze sarà raggiunto già entro l'estate 2012. L'inserimento sperimentale dal febbraio dello scorso anno di 250 legali esterni nelle aree calde del contenzioso (Campania, Calabria, Lazio, Puglia e Sicilia che da sole pesano per l'89,5 dell'intero arretrato) ha portato benefici solo nel risultato dei processi - guadagnando 18 punti percentuali di vittorie, arrivato oggi al 58% delle cause - ma non ha minimamente scoraggiato i nuovi ricorsi, in costante crescita algebrica. Nell'analisi della materia del contendere, spicca il dato della litigiosità nel roconoscimento dell'invalidità civile, che da sola vale il 41,5% delle pendenze. Il grande recupero dell'ultimo semestre nel contenzioso legale (cioè processuale) sulla concessione e la determinazione dell'assegno, sceso di sessantamila fascicoli nel frattempo giunti a sentenza o comunque a definizione, è ampliamente compensato dai ricorsi amministrativi, letteralemente raddoppiati in un semestre fino a sfiorare quota 125.000.  «Un chiaro indizio di crisi delle finanze famigliari - scrive il quotidiano Sole 24 Ore - appare invece il dato sul contenzioso delle prestazioni a sostegno del reddito, salito di quasi il 20% in sette mesi, fino a rappresentare la seconda voce di litigiosità a quota 167 mila procedimenti, mentre sembrano stabilizzate le pendenze sulle prestazioni pensionistiche (assegnate a poco più di 120 mila ricorsi) e quelle sul contenzioso contributivo, stabili sui 100 mila fascicoli da definire».

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