Sicurezza
Ventiduenne freddato con un colpo al cuore
Una folla per l'addio al nomade assassinato
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Operai al lavoro allAnsaldoBreda di Pistoia 2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Centinaia di persone hanno dato l'addio, ieri pomeriggio, a Massimo Stepich, il 22enne nomade pistoiese ucciso sabato scorso con un colpo di pistola al cuore e il cui cadavere è stato abbandonato a pochi passi dall'ospedale San Giuseppe di Empoli. Tanti i familiari e gli amici, soprattutto del campo nomadi di Pontelungo, che il giovane, di etnia Sinti, aveva lasciato quattro anni fa per trasferirsi a San Miniato. La messa funebre è stata celebrata nella chiesa di Vicofaro. Al termine della cerimonia religiosa, tutti i presenti si sono dati appuntamento davanti all'ingresso del cimitero comunale, per accompagnare il feretro fino alla sua destinazione finale. Un momento molto toccante, con i presenti che, mano a mano, tra forti lamenti e pianti, strappavano i fiori delle decine di corone funebri che trasportavano creando un tappeto di petali su cui far passare la bara. Intanto proseguono senza sosta le indagini della sezione omicidi di Firenze, che sta cercando di ricostruire le ultime ore di vita del ragazzo, che viveva con la famiglia in un campo nomadi di San Miniato Basso. Il padre ha dichiarato di averlo visto per l'ultima volta nel primo pomeriggio di sabato, intorno alle 14. Il decesso risale alle 15 circa, ma il corpo è stato ritrovato soltanto alle 17.15. Che cosa sia successo in queste tre ore, al momento è un mistero. La strada più battuta resta quella del regolamento di conti, visti anche i numerosi precedenti della vittima per vari reati.
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