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Pistoia

La Cgil porta in piazza l'emergenza

Alessandro Benigni
La Cgil porta in piazza l'emergenza

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I gravi problemi della scuola e la disinformazione della cittadinanza: saranno questi i temi principali che verranno affrontati nell'assemblea del personale docente e Ata, promossa dal sindacato Flc Cgil (la vecchia Cgil scuola), che si terrà domani mattina in piazza San Francesco. «Il ministro Gelmini afferma che la riforma mette al centro gli studenti - dice il segretario provinciale Franco Buralli - ma la realtà è che le aule anziché sicure sono sovraffollate, gli strumenti di supporto alla didattica sono per molti vere e proprie chimere e la qualità dell'insegnamento cala, a causa del taglio del personale e dei fondi per l'aggiornamento».

«C'è molta confusione a livello normativo - afferma la professoressa Anna Cipriani - i percorsi didattici non sono chiari e così è molto difficile per un insegnante impostare il programma». Ancora peggio va alla scuola primaria, come spiega Alberta Bresci. «Siamo stati duramente colpiti dalla riforma - afferma - il tempo scuola che veniva garantito prima, qualitativamente alto nonché vicino alle svariate esigenze delle famiglie, è stato ridotto ed adesso difficilmente riusciamo a mantenerlo in piedi. E' stato sbandierato tanto il maestro unico ma in realtà in ogni classe ruotano per poche ore dai cinque ai nove insegnanti, evitando che i bambini abbiano una figura di riferimento. Il tempo pieno praticamente non esiste più: la compresenza garantiva laboratori, corsi di recupero e potenziamento, lavori in gruppo; adesso invece è rimasto solo l'involucro delle 40 ore». Il personale Ata è quello più colpito dai tagli (45 posti in meno rispetto al 2009). «I collaboratori scolastici sono ridotti all'osso, con tutti i rischi che ciò comporta» afferma Buralli. «Spesso c'è un solo custode per controllare più piani» gli fa eco Alberta Bresci. Ultimo, ma non per importanza, il problema dei ragazzi diversamente abili: «Le nomine per le insegnanti di sostegno tardano ad arrivare - spiegano - inoltre, a fronte di richieste di 22 ore a persona ne vengono assegnate appena 8». Per tutti questi motivi, domani si scende in piazza. «Siccome la cittadinanza non è ben consapevole di ciò che succede - afferma il segretario confederale Fabio Capponi - abbiamo deciso di svolgere questa assemblea all'aperto affinché abbia maggior visibilità».

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