Il Tirreno

Pistoia

Soldi ai dirigenti, ecco perché

Il direttore Ferri Sopra, il Comune
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Il direttore Ferri Sopra, il Comune

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PISTOIA. C'era da aspettarselo: la pubblicazione delle somme riconosciute dal Comune ai suoi dirigenti per i risultati ottenuti nel 2009 - pubblicati dal Tirreno nei giorni scorsi - hanno suscitato una numerosa serie di interventi di lettori. In maggioranza, va detto, contrariati per l'idea che Palazzo di Giano premiasse i suoi dirigenti a fronte di un lavoro svolto che, nella maggioranza dei casi, non appare essere eccezionale.  «Premi per cosa?» è il ragionamento che fanno in molti. «Per un tecnico, fare progetti o licenziare provvedimenti è il proprio lavoro ordinario. Perché devono essere anche premiati?».  In realtà, forse, è proprio quel termine, "premi", ad essere fuorviante. Basta leggere il contratto nazionale di lavoro: quello distribuito nei giorni scorsi dalla giunta per il 2009 è una parte dello stipendio dei dirigenti, parte che ha la caratteristica di non essere fissa ma legata ai risultati ottenuti nel corso dell'anno. Se si sono rispettati i programmi stabiliti all'inizio, toccherà una certa cifra. Se si è fatto meglio, la cifra aumenterà. Se si è fatto peggio, toccherà di meno.  «La maggior parte delle retribuzioni di risultato - spiega il direttore generale del Comune Renzo Ferri - riguardano i dirigenti dei servizi. Per loro questa parte di stipendio dipende al 70% da una valutazione quantitativa e al 30% da una qualitativa. Per calcolare la prima parte si fa riferimento agli obiettivi indicati a inizio anno nel cosiddetto Peg (piano esecutivo di gestione, ndr), in genere sono tre per ciascun dirigente. Alla fine dell'anno si valuta la percentuale di raggiungimento. Da tenere conto che nel corso dell'anno gli obiettivi del Peg possono cambiare, per l'evoluzione della situazione o per nuove valutazioni della giunta».  Il restante 30% dipende da una valutazione qualitativa del dirigente. «Valutiamo come sa dirigere la sua area, come si rapporta con il consiglio comunale e così via - continua Ferri - questa parte la assegna il sindaco su proposta del direttore generale».  Per i dirigenti di vertice dei servizi, i cosiddetti "apicali", il meccanismo è identico, salvo che per due punti: la valutazione qualitativa pesa per il 50% del totale e quanto agli obiettivi del Peg, ciascun dirigente viene valutato in base alla media ottenuta dai dirigenti d'area a lui sottoposti.  Ma se le cose stanno così, perché 11 dirigenti d'area su 14 si sono visti riconoscere la medesima cifra? Sono saltate fuori 11 valutazioni identiche? «No - replica Ferri - le valutazioni erano diverse per ogni dirigente. Ma la retribuzione di risultato, in base ad una decisione della giunta comunale, si distribuisce per fasce. Quelli che hanno preso, ad esempio, da 85 a 94,99 punti, finiscono tutti nella stessa fascia».  Ferri conclude precisando un ultimo punto. «C'è chi si è lamentato - dice - sostenendo che il sindaco avrebbe fatto meglio a spendere questi soldi ad esempio in opere pubbliche piuttosto che per premiare i sui dirigenti. Ma una scelta del genere non sarebbe stata possibile: il fondo per le retribuzioni di risultato è previsto dal contratto nazionale e il Comune è obbligato a suddividerlo tra i suoi dirigenti: non potrebbe fare diversamente».

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