Il Tirreno

Pistoia

Caso Aias. Il giudice civile ha chiuso l’istruttoria sul ricorso d’urgenza

In settimana la decisione sul commissariamento

Luigi Bardelli dell’Aias
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Luigi Bardelli dell’Aias

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 PISTOIA. La decisione del giudice civile sul caso del commissariamento dell'Aias arriverà entra la fine di questa settimana. Esaminati i documenti prodotti ed ascoltate le tesi delle parti in causa, poco prima delle due di ieri pomeriggio il magistrato ha dichiarato chiusa l'istruttoria.  Il giudice, Carlo Carvisiglia, si è quindi riservato la decisione, per studiare al meglio le carte in suo possesso. Probabilmente la sua decisione verrà resa nota nella giornata di domani.  L'udienza di ieri mattina in tribunale vedeva contrapposte Aias pistoiese e Aias nazionale. Con un ricorso per via d'urgenza, era stata l'associazione cittadina a chiamare in causa il giudice affinché si pronunciasse sul commissariamento, ritenuto illegittimo, deciso dall'associazione nazionale.  Formalmente, oggetto del contendere tra Pistoia e Roma sarebbero il come modificare lo statuto dell'associazione pistoiese per quanto riguarda l'elezione del presidente provinciale.  Questa la causa della procedura di commissariamento avviata dall'Aias di Roma e clamorosamente respinta da quella pistoiese: all'inizio di giugno, il commissario nominato dal presidente nazionale, Giulio Bagnale (responsabile della sede Aias di Melfi), è stato rimandato indietro da Luigi Bardelli, presidente pistoiese, che gli ha contestato la mancanza di motivazioni del commissariamento (c'è chi sospetta che si tratti di una lotta di potere interna all'associazione).  Provvedimento che Luigi Bardelli è convinto possa, se non ritirato, portare alla chiusura di tutte le attività dell'Aias, con danni incalcolabili per i circa 2.000 disabili assistiti, per le loro famiglie e per i 120 dipendenti.  Al suo fianco, in questi mesi, si sono schierate proprio tante famiglie degli assistiti, che hanno sottolineato come a rischio ci sia anche la nuova sede dell'associazione, dopo che i principali finanziatori, vale a dire la Fondazione Caripit e la famiglia Carrara, avevano sospeso il loro impegno economico: 4 milioni di euro sui 7 totali per portare a termine i lavori.

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