Il Tirreno

Pistoia

Cimitero islamico. La comunità pistoiese aspettava da dieci anni la buona notizia

Costretti a spendere anche 5mila euro per seppellire i propri cari in patria

Tiziana Gori
Harrousse Bouchaib, imam dei musulmani pistoiesi
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Harrousse Bouchaib, imam dei musulmani pistoiesi

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 PISTOIA. La prima richiesta della comunità islamica per uno spazio riservato alla sepoltura dei propri defunti risale al 1999. Per molti anni, dice Harrousse Bouchaib, imam degli islamici pistoiesi, è rimasta inascoltata. «Nessun amministratore si è dimostrato interessato, neanche ai tempi del precedente imam Himide. Poi, due anni fa, abbiamo capito che il cimitero sarebbe diventato realtà».  L'allora assessore Stefano Cristiano, di Rifondazione comunista, chiese ai tecnici di prevedere, nella bozza di progetto riguardante l'ampliamento del cimitero principale, anche un settore destinato alle sepolture musulmane. Di questa ipotesi l'assessore Paolo Lattari ha portato alcuni giorni fa a conoscenza la commissione comunale Assetto del territorio. Ed è scoppiata la polemica.  Harrousse Bouchaib vuole tenersi, e tenere la sua comunità, fuori dalle polemiche. Esprime la sua soddisfazione per l'orientamento del Comune, intenzionato a destinare ai musulmani un settore di 2500 metri quadrati all'interno del progetto di ampliamento complessivo di 22mila quadrati del cimitero principale.  «Dal 1999 - ripete - chiediamo un nostro cimitero, o uno spazio riservato alle sepolture musulmane. Abbiamo citato più volte l'esempio del cimitero multietnico di Firenze. Abbiamo fatto presenti le spese ingenti a cui vanno incontro i nostri connazionali, che devono riportare i loro cari defunti in Marocco, o in Tunisia».  Il 90% dei morti, afferma Bouchaib, viene sepolto nella terra natìa. «Con costi che di solito oscillano tra i 4mila e i 5mila euro, difficilmente sostenibili per tanti di noi».  Solo gli sconosciuti, quelli senza identità, morti in ospedale o in carcere, vengono sepolti nei cimiteri cristiani. Dentro una cassa, mentre il rito musulmano prevede che il corpo venga soltanto avvolto in un telo bianco. «Ci adeguiamo a quelle che sono le vostre leggi», dice l'imam.  Ma in futuro, nel settore a loro riservato, le tombe dovranno essere rivolte verso la Mecca, e l'intero spazio dovrà essere circondato da quello che lui chiama "un divisorio". Poi si spiega meglio. «Sono già sorte discussioni con la Lega per questo. Il divisorio di cui parliamo non deve essere necessariamente un muro, basta una fila di piante». Qualcosa che comunque distingua i diversi luoghi di sepoltura.  Il leader dei musulmani pistoiesi dice no alla proposta del consigliere del Pdl Alessio Bartolomei di non separare i diversi culti ma rendere distinguibili attraverso dei simboli - ad esempio la mezzaluna - quelli di culti diversi.  «Non abbiamo simboli. Solo alcuni paesi musulmani, come l'Iran, usano il simbolo della mezzaluna. Sulle nostre tombe sono riportati il nome del defunto, la data di nascita e quella di morte. Senza foto».

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